Nei paesi erano presenti soltanto le elementari minori dirette dai parroci (biennio), mentre le maggiori erano in città. La gerarchia prevedeva al vertice l’ispettorato provinciale, quindi quello distrettuale, i parroci quali direttori locali e i maestri. Ogni semestre si tenevano gli esami e la visita dell’ispettore. A settembre si svolgevano quelli finali, seguiti dal saggio di fine anno e dalle premiazioni dei meritevoli alle quali intervenivano le autorità scolastiche e civili.
Grande importanza era attribuita allo studio della religione (erano in uso libri di storia sacra, la Imitazione di Cristo e le Vite dei Santi). Le classi erano divise per sesso e la Chiesa provvedeva a distribuire gratis i libri ai bambini poveri. In taluni centri erano istituite scuole elementari festive per adolescenti dai 12 ai 15 anni, ma anche scuole serali, corsi di agricoltura, scuole materne; queste ultime fecero la loro prima comparsa proprio nel sec. XIX.
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