serpe.jpg - 40,35 kB

 

 Immaginiamoci un serpente circolare che si morde la coda: è il simbolo dell’anno che perpetuamente si rinnova mangiando la propria coda, che sarebbe l’anno vecchio.

La sua circolarità è implicita nel significato del termine latino “ annus”; gli antichi Romani usavano la particella “ an “ per circolo ( intorno ).
Da “ an “ deriva anche l’arcaico “ annus “ con il significato di circolo e annulus, anello.
Annus è dunque l’anello del tempo, il riproporsi delle stagioni, dei solstizi e degli equinozi che termina e inizia dove il serpente si morde la coda. In Europa lo fa tra il 31 dicembre e il primo di gennaio, ma in altri paesi a tradizioni è ben differente.
D’altronde anche in Italia si è giunti a questa data gradualmente: 
Nella Roma arcaica, il calendari Romuleo durava solo dieci mesi ( da cui i nomi settembre per 7, ottobre per 8, novembre 9 e dicembre 10 ) Si crede che questa brevità fosse da attribuire ad una presunta provenienza degli antichi popoli da latitudini più nordiche, dove i due mesi mancanti erano quelli della notte polare, aggiunti successivamente dopo una migrazione a sud del globo ( o una improvvisa inclinazione dell’asse terrestre ). ®
 
almanacco.jpg - 18,83 kB
 
Il termine Calendario deriva da Kalendae  e Kalendarium era il libro dei debiti sul quale erano segnati i creditori che dovevano pagare al primi giorno di ogni mese le rate del debito.
I dodici mesi arriveranno con il calendario Romano di Numa di 354 giorni ispirato al ciclo lunare ( da qui il termine Lunario o Lönaré, come si usa dire dalle nostre parti). Per avere i 365 giorni dovremo aspettare Giulio Cesare ( Calendario Giuliano nel 46 a.c. ) ispirato da quello solare egizio, ma fino al 1582 con il calendario Gregoriano non avremo l’attuale disposizione del calendario europeo, ma solo per i paesi cattolici; i protestanti lo applicheranno un secolo dopo ( nel 1700 ).
I capodanni europei quindi durante i secoli sono variati in modo notevole: in Inghilterra fino al 1700 era il 25 marzo
In Spagna fino al 1600 era il 25 dicembre, a Venezia fino al 1797 era il primo marzo e in Puglia nel medioevo era il primo settembre.
In questa sezione abbiamo voluto proporvi una serie di riti e manifestazioni legati alla fede e al folklore locale, tipiche della nostra valle durante l’anno e le stagioni che , in qualche momento, sembrano riportarci l’eco di antichi miti o credenze che neppure le vicende storiche e le varie modifiche del calendario hanno saputo cancellare del tutto.
 
 
lunario-vini.jpg - 14,43 kB
 
   
® A. Cattabiani “ Calendario Le feste , i miti, le leggende e i riti dell’anno ” MI Rusconi 1988