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Delle varie frazioni di Bovegno, se escludiamo Ludizzo con la sua celebre torre, Castello non poteva passare inosservato dalle nostre ricerche.
Infatti il toponimo, oltre che far intuire l’eventuale esistenza di un fortilizio, ne conserva pure i resti a nord dell’abitato in località San Martino.

Il “Castrum” di Bovegno viene altresì citato in una locazione datata 13 maggio 1219 come “ Castro Bovagni[1], mentre nel 1276 il Comune di Bovegno si liberava dall’obbligo di pagare l’affitto del castello a Giovanni Pinzoni, al quale era stato venduto dalla famiglia Guelfa dei Confalonieri nel 1252.[2]
Tralasciando la descrizione sulle differenze tra Castrum e Castellum ( che potremo ritrovare in questo stesso sito nel capitolo: Chi ha costruito Castèl Vanìl ? ) ci basti capire che tale termine definiva un luogo ben delimitato e difeso da opere di fortificazione come già ne esistevano ad Inzino, Ponte Zanano, Gardone e Villa.
 
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Sul Castello di Bovegno possiamo dedurre che comprendesse anche parte del sottostante abitato e che l’attuale Torre medievale risalente ai sec XII° o XIII° ( detta Romana ), che da sulla piazza, facesse parte del suo sistema difensivo; del resto basta imboccare l’accesso alla piazza che dal parcheggio di via Circonvallazione porta fino alla chiesa per intuire l’architettura di tipo difensivo sulla quale si deve essere successivamente sviluppata tutta la frazione bovegnese.
Ma torniamo ai nostri ruderi: Trattasi dei resti di un torrione a pianta quadrangolare,verosimilmente risalente al 1200  con una porta di accesso sovrastata da un arco a sesto acuto costituito da tre grossi conci di pietra sedimentaria locale ( Verrucano lombardo ); nell’adiacente area vi sono inoltre resti di ruderi e mura che fanno supporre che la costruzione coprisse un area molto vasta, della quale il torrione  doveva essere la parte più alta, posta a guardia del sottostante abitato.
 
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Fausto Lechi[3], nel 1939, aveva notato nei resti dell’edificio rettangolare che si trova più a nord rispetto al torrione, avanzi di affreschi trecenteschi, forse appartenenti alla cappella dedicata a San Martino, già ricordata in premessa, oppure a un simile edificio di culto che si trovava all’interno del castello stesso.
Purtroppo i rovi e la vegetazione da tempo hanno assorbito tutto il resto della struttura, e con il passare del tempo le tracce della presenza di un castello a Bovegno si fanno sempre più deboli, oltre che nella memoria anche nel paesaggio, e il rischio che il ricordo di tale costruzione rimanga solo nella toponomastica è ormai molto vicino.
 

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[1] Archivio di Stato Brescia “ Pergamena N. 8
[2] F. Nardini: “ Cronologia storica” in Atlante Valtrumplino BS Grafo 1982 pag.54
[3] F. Lechi “ Le dimore bresciane in cinque secoli di storia “ Brescia 1974