SOTTO LE PIETRE DI SAN ROCCO


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Fu nel 1400 che Bartolomeo Colleoni fece erigere, sui resti della rocca di Riperto, la chiesetta di S. Sebastiano, che venne in seguito dedicata a S. Rocco.
Posta sopra ad un costone, che ammantato di verde sovrasta Gardone Val Trompia, la chiesetta di S. Rocco è sempre stata meta di numerose passeggiate e il simbolo di Gardone Val Trompia, visibile com'è appena usciti dalla strettoia di Ponte Zanano.
La sua posizione strategica non doveva essere sfuggita anche ai soldati dell'Impero romano che a quanto pare, in tempi passati, costruirono, sopra il costone roccioso, una torre di guardia ( della quale al momento non sono state rinvenute testimonianze storiche ).
Questa torre avrebbe poi dato origine, con il modificarsi della parola “Guardia” in “Guarda” ( sopravvissuto nel toponimo via Guarda) e poi in “Guardione”, al nome originale della cittadina armiera; per l’appunto Gardone.
"Anche questa chiesa, come tutte le cose antiche", scriveva P. A. Gasparini in un articolo apparso sul Giornale di Brescia, "ha il suo alone di mistero" e probabilmente si riferiva al famoso e altrettanto misterioso passaggio segreto di S.Rocco. Raccontavano i nostri nonni, e tuttora si sente dire, che dalla vecchia chiesetta di S. Rocco si diparte un occulto cunicolo sotterraneo che, dopo essersi snodato per tutta la collinetta sottostante la chiesa, va a sboccare, a detta di diverse e divergenti testimonianze, per alcuni vicino al palazzo Chinelli Rampinelli (sede del Municipio), per altri sotto villa Mutti Bernardelli (sede della biblioteca), oppure addirittura nella quattrocentesca basilica del Convento di Santa Maria degli Angeli.
Ogni paese possiede passaggi o cunicoli sotterranei che costituiscono il nucleo fondamentale per alcune leggende che spesso hanno come protagonisti nobili signori e fughe più o meno romantiche attraverso queste gallerie e forse Gardone ne possiede anche più di una, dato che è ormai assodata l’esistenza di un cunicolo murato che percorre il sottosuolo del giardino di Villa Mutti Bernardelli in direzione del fiume Mella, oppure della misteriosa stanza sotterranea, fotografata nel 2003 sotto la piazza San Marco.
Pare che il biennio 1985/86 sia stato particolarmente fruttuoso per i "cultori" del cunicolo di S. Rocco.
Leggiamo cosa scrive la squadra di protezione civile dell'AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) che nel settembre del 1985, in collaborazione con il GEGP ( Gruppo Escursioni Geo-speleistiche Padile), ha compiuto alcune ricerche in questa direzione.
"Numerose indagini in questo settore dovevano portare alla presunta individuazione dell'entrata del cunicolo, posta sulla parete sinistra dell'abitazione del custode sul retro della chiesa.
Ottenuti tutti i permessi, il muro venne abbattuto, ma del passaggio segreto non venne trovata traccia.
Si scoprì soltanto l'esistenza di una piccola stanzetta murata a pianta quadrangolare, larga un metro e alta due, con il soffitto ad arco ribassato.

 

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Si è pure scavato per un buon mezzo metro sotto il pavimento della stanza fino a toccare la roccia sottostante, portando alla luce alcuni chiodi arrugginiti e una vecchia lima, senza però trovare nessuna traccia di eventuali gradini o pozzi interrati, come riferito da diverse testimonianze.
Sono stati anche esplorati, in seguito, alcuni cunicoli venuti alla luce durante i lavori di scavo, sia in via Zanardelli, che sotto il manto stradale di via Matteotti, senza però raggiungere risultati concreti.
Nel luglio del 1986 si giunse alla decisione di chiedere la collaborazione di una sensitiva di Milano, specializzata in ritrovamenti di persone.
Essa ci disse che il cunicolo si dipartiva circa dieci metri sotto la chiesa proseguendo poi, alla profondità di quindici metri, fin sotto all'abitato di Gardone che essa, in un'immagine mentale, non vedeva come paese, ma come una grande zona paludosa. Da qui la seconda spiegazione possibile dell'origine del nome Gardone V.T., forse derivante dalla parola celtico-ladina Ward-Warda (Zona lacustre)".
In riferimento a questo fatto, riportiamo quanto scrisse in un rapporto il giornalista di una emittente locale, presente sul luogo durante l'intervento della sensitiva:
"Essendosi portata dietro la casa del custode, la sensitiva utilizzava nelle sue ricerche una forcella metallica, che si spostava mano a mano veniva indicato il percorso del cunicolo sotterraneo. Potei constatare personalmente che il movimento della forcella non poteva essere trasmesso in alcun modo non visibile dalla mano di chi la teneva, eppure la forcella subiva dei movimenti circolari allorché ci si avvicinava a quella che doveva essere la posizione che sovrastava l’ubicazione del cunicolo.
Giunti alla base del campanile, vedemmo che la sensitiva era presa da brividi di freddo e, toccandole una mano, ebbi occasione di constatare che la sua temperatura corporea si era notevolmente abbassata, fenomeno tipico tra i cosiddetti: Medium fisici.
Quello che disse in seguito siamo liberi di crederlo oppure no, ma i fatti riscontrati ed i fenomeni fisici manifestati sul luogo non sono frutto della pura fantasia di chi scrive.
Essa dichiarò che percepiva la presenza, molto al di sotto della chiesa, ad una profondità di circa 16 metri sotto il campanile, di una stanza vuota, come una vecchia cascina di montagna, seppellita forse da una grossa frana, nella quale sentiva e vedeva mentalmente la presenza di alcuni cadaveri, probabilmente coinvolti nell’incidente e rimasti sepolti vivi dal repentino movimento franoso con la loro abitazione
Quando chiedemmo ulteriori spiegazioni, ci disse che gli scheletri erano 3: di un uomo e di una donna i primi due, mentre il terzo inizialmente non riusciva ad identificarlo con esattezza ma concentrandosi meglio in seguito affermò che percepiva il pianto disperato di un bambino...
Cosa sia accaduto realmente tempo fa sopra la collina di S. Rocco forse non lo scopriremo mai; purtroppo il tempo a disposizione della sensitiva era limitato e non siamo riusciti a sapere altro".
Rimane il fatto che il mistero del cunicolo di S. Rocco rimane tuttora insoluto.

 

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