villa-mutti-bernardelli.JPG - 23,70 kB

GARDONE V.T.
Biblioteca comunale
Museo delle armi e della tradizione armiera
Archivio storico della caccia

 

Tra le più importanti residenze private gardonesi va annoverata la villa già dei Mutti Bernardelli, ora di proprietà comunale: un vasto e complesso edificio comprendente ambienti che spaziano dal XV al XVIII secolo.
La casa è molto grande, con una superficie di 2500 metri quadri escluso portico e giardino.
E’ costituita da due corpi di fabbrica collegati tra di loro con uno sviluppo ad elle.
Si presenta come abitazione civile del 700 ma quasi certamente la parte destra che si affaccia su via XX Settembre è molto più antica.
Probabilmente originariamente era di proprietà dei Conti Avogadro, feudatari della valle originari di Polaveno, il cui stemma sembra essere stato rinvenuto da un ricercatore privato proprio in questo edificio. E’ da rimarcare che furono proprio gli Avogadro a donare a San Bernardino da Siena nel 400 il terreno sul quale sorgerà il monastero di S.Maria degli Angeli.
Dell’originale dimora rinascimentale dovrebbe rimanere traccia nel corpo centrale della villa, caratterizzato da un portico colonnato con archi ribassati, tipico delle abitazioni patrizie di quel periodo ancora presenti in paese (Ex Frigerio, casa Benetti).

Particolarmente interessanti sono alcuni locali del piano terra: un’ampia sala con camino in marmo nero datato 1749 e fregiato dallo stemma dei Mutti.

 

villa-mutti-camino.JPG - 17,95 kB

 

Un attiguo salone di impostazione quattrocentesca con volta scandita a vele, sotto le quali sono sistemati alcuni lunettoni dipinti su tela del Battista Mozzoni; un salotto con soffitto a cassettoni sul quale compaiono i segni zodiacali accompagnati dallo stemma della Valle Trompia.
Da questo (che è detto il salottino rosso), per un ingresso che si apre sulla parete sinistra, si accede all’ex cappella privata della villa. Sulla parete destra del piccolo oratorio, dove probabilmente sorgeva l’altare con il tabernacolo, è visibile una bella scultura in bassorilievo assegnabile al XVI° secolo, raffigurante la madonna in trono col bambino.
Sotto questa scultura si vede, in un tondo scolpito ancora in bassorilievo, il busto di un prelato, probabilmente un discendente degli antichi proprietari della villa.

 

villa-mutti-bernardelli-2.JPG - 42,94 kB

 

Al di sotto della cappella vi è una cantina con volta a crociera, in essa si intuisce il probabile ingresso murato di un cunicolo a volta di mattoni, un tratto del quale è venuto alla luce anche sotto l’attuale via Matteotti durante i lavori di rifacimento delle fognature, si trattava di un ampio passaggio sotterraneo destinato a collegare la villa con qualche edificio posto in direzione del fiume Mella e ora scomparso.
Nel corpo di fabbrica attiguo si può ammirare un’ampia sala con copertura a volto decorata policromaticamente; al piano superiore quella che doveva essere un'unica grande sala è stata suddivisa in diversi ambienti e sotto i soffitti settecenteschi sono state rinvenute travi e mensole in legno lavorato.
Il sottotetto ospitava gli alloggi della servitù e alcuni ambienti per l’allevamento dei bachi da seta; di particolare evidenza il gabinetto della servitù e una stanza alle cui pareti è rappresentata a cadenza regolare l’immagine di una civetta.
Interessanti motivi decorativi si vedono anche nel portico di accesso al parco ( ora giardino pubblico comunale ), il quale separa alcuni locali un tempo adibiti a stalle, di cui permangono arredi in ferro e pietra di notevole interesse.
Degne di nota sono anche la fontana del cortile alimentata da una cisterna sotterranea munita di pompa a mano, e il pozzo celato dietro la finta parete in una delle stanze al piano terreno.

 

villa-Mutti-fontana.JPG - 22,34 kB