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Si racconta che in tempi di calamità e pestilenza, un mandriano muto che aveva condotto al pascolo alcune bestie, mentre i stava tagliando un bastone nei dintorno del luogo dove sorgerà la chiesetta, si sarebbe trovato di fronte all’improvviso una vecchietta dal volto piuttosto triste, che senza alcun preambolo gli disse: “So che siete in pena e in paese vi sono molti ammalati, se vogliono guarire posso offrire loro il mezzo per potersi risanare. Tu mungi la tua mucca e offri ai colpiti dal male un cucchiaino di latte; chi avrà fede in Dio e nella Madonna riavrà la salute”.
Il mandriano più confuso che effettivamente convinto, eseguì il comando e una volta tornato in paese riferì quello che gli era accaduto e quanto la vecchietta aveva ordinato.
Sapendolo muto, e sentendolo ora raccontare, i paesani capirono che doveva essere successo qualcosa di straordinario e sulla sua parola fecero quello che lui diceva.

Nelle case si prega e si fa penitenza, mentre agli ammalati viene dato un cucchiaino di latte. In pochi giorni il paese è liberato dal male.
La popolazione, come atto di doverosa riconoscenza, decide di costruire una modesta cappella. La notizia si diffonde ed anche gli abitanti dei paesi vicini affluiscono portando il loro contributo d’elemosine.[1]
 
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Il Santuario della Madonna delle Fontane, o della fontana come era un tempo chiamato, la cui probabile origine risale tra i secoli XVI° e XVII° sorge in un luogo estremamente suggestivo, forse un tempo dedicato a divinità pagane essendo incastonato tra il verde dei boschi, le acque del torrente e le ricche sorgenti, come riferisce Carla Fausti.[2]
All’interno è decorato con pregevoli stucchi, affreschi settecenteschi e un ricco altare di marmo.
Singolare risulta essere l’apparizione della Madonna nelle insolite vesti di vecchietta, mentre il motivo del pastore o mandriano muto che ritorna a parlare, lo ritroviamo anche nella leggenda di fondazione del santuario della Madonna della Stella si San Vigilio.
Del resto diverse cappelle e santuari della nostra valle devono la loro edificazione ad eventi o apparizioni soprannaturali.
La Madonna, oltre che a Bovegno, apparve anche nel famoso prato detto per l’appunto “della Madonna” a Concesio, luogo di fondazione della settecentesca chiesa di santa Maria del Tronto, e anche una leggenda riferita al santuario della Madonna del castello di Inzino, fa riferimento all’apparizione della Vergine su di uno sperone roccioso denominato “Castèl“, anche il quattrocentesco eremo di Sant’Onofrio a Bovezzo sorge sul luogo scelto dall’omonimo santo crociato, come luogo di romitaggio e dal qual compì numerosi miracoli, come già ci racconta il Capriolo[3], infine non possiamo trascurare anche l’apparizione della Vergine Addolorata a Collebeato, che portò alla fondazione del santuario della Madonna del Pianto o della Calvarola.
 


[1] Consiglio pastorale di Caino “La Comunità di Caino al suo Parroco Don Gino Pirlo nel 30° di sacerdozio
[2] C. Fausti “ Santuari e cappelle votive in V.T. “ Comunità Montana VT BS 2000
[3] Elia Capriolo “ Istorie Bresciane