Santuario-San-Bartolomeo-2.JPG - 35,56 kB

 

Arrivati ad Inzino, si può notare a mezza costa sulla collina detta monte Cimone, una chiesetta circondata da una folta pineta che domina la valle: è il santuario di san Bartolomeo.
Forse in origine antico eremo benedettino o posto di vedetta in tempi remoti, fatto sta che il primo documento che parla di tale edificio è una pergamena del 1460,la quale ci informa che la chiesetta necessitava di alcune urgenti riparazioni e che venivano concessi cento giorni di indulgenza a chi l’avesse visitata nelle festività di San Martino, Annunciazione, Pentecoste e san Bartolomeo.
Nel XVIII° Secolo tale chiesetta venne anche dedicata alla Trinità, e si ravvisa l’esistenza di un piccolo cimitero nel cortile adiacente; la tradizione popolare vuole che gli appestati si recassero colà con le ultime forze residue per morire in pace. Di morti effettivamente ne furono sepolti, ma le loro ossa vennero riesumate e deposte nel cimitero di Magno nel 1865 per adempiere a un voto dei paesani.
In seguito gli abitanti di Magno, negli anni che vanno dal 1737 al 1742, fecero riedificare il vecchio oratorio e lo sostituirono con un nuovo edificio.
Venne salvata la vecchia cappella ( che è forse l’attuale sagrestia ), il campanile ( del 500 ) aggiungendo il presbiterio e la spaziosa navata.
Diverse documentazioni ci dimostrano come la festa del Santo si protraesse per due giorni di seguito
( Domenica e Lunedì ),con canti, processioni e spettacoli pirotecnici.
Ciò che possiamo vedere all’interno del santuario è solamente un ricordo della grande devozione che gli abitanti di Magno tributavano all’apostolo scuoiato vivo.
Nel 1782 Pietro Scalvini dipinse a tempera il presbiterio, rappresentando sul lato sinistro il martirio di Santa Panacea, uccisa a colpi di fuso dalla perfida matrigna, (precipitata poi in un burrone dal Demonio); sul lato destro una conversazione di San Isidoro ( patrono degli agricoltori ) e un elegante signore, mentre un angelo continua a governare i buoi.

 

Santuario-San-Bartolomeo-dipinto.JPG - 44,18 kB


Altro gustoso esempio di barocco settecentesco è la decorazione della parte centrale del presbiterio, dove un angelo sostiene un drappo blu sul quale si adagiava la pala dell’altare.
Notevole pure nella navata di sinistra l’Immacolata Concezione.
Dopo vari interventi di ristrutturazione effettuati nel 1981 dall’Operazione Mato Grosso, e poi dall’Associazione Nazionale Alpini 1992, che ne segue tuttora la gestione, il santuario ha finalmente ritrovato gran parte del sul antico splendore, diventando una piacevole tappa per tutti coloro che desiderano spingersi fin lassù per una breve ma suggestiva escursione sulle montagne gardonesi.

 

Santuario-San-Bartolomeo.JPG - 21,32 kB

da: MAGNO DI GARDONE V.T. NOTE DI STORIA E ARTE C.Sabatti, F.Trovati, S.Guerrini. 1977 Brescia Soc. Storia della chiesa.