"Mafeo Fracassini & Figli di Collio"

 

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Come ben sappiamo nel 1450 J. Gutenberg fondò a Magonza una società di stampatori nella quale applicò la sua innovativa invenzione dei caratteri mobili, che lo renderà famoso nei secoli a venire. Da lì la stampa si diffuse rapidamente per tutto il continente europeo, manifestandosi nelle più diverse forme artistiche e grafiche, basti ricordare la stamperia ebraica di Soncino (CR) che produceva Bibbie già nella seconda metà del XV° secolo, ma forse meno nota ci è l'esistenza anche in Valtrompia, e precisamente a Tizio di Collio, di una bottega di stampatori specializzata in opere destinate al Principato vescovile di Trento.
 
L'attività dei Fracassini stampatori in Collio e per la precisione dei componenti di tale famiglia: Mafeo (probabilmente il capo famiglia), Iacopo ( di cui abbiamo menzione nell'edizione dell' Esopo del 1508 ) e Gabriele ( che successe al padre nel 1515) è da tempo nota come una delle prime nel bresciano.[1]
Purtroppo risulta difficile ricostruire l’attività completa di tali stampatori in quanto un incendio, [2]che nel 1552 devastò la tipografia, distrusse tutti i documenti utili ad ulteriori ricerche o approfondimenti. Si ha comunque ragione di ritenere che l'arco temporale di attività professionale dei Fracassini, si sia snodato dal 1502 al 1536. Anche se sarebbe logico ritenere che l'attività potesse essere attiva già alla fine del 1400, sia pure con la collaborazione di qualche stampatore itinerante di origine tedesca, come molti ne giravano a quei tempi.
Nel periodo citato ci risulta che comunque gli stampatori operavano con macchinari e attrezzature fisse, installate in una delle antiche case di Tizio.
 
 
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Siamo al corrente dell'esistenza di tre serie di libri stampati nel 1500 ( detti cinquecentine ), opere dei Fracassini o a loro attribuite: un dottrinale ALEXANDER DE VILLA DEI 1502, un PONTIFICALE del 1503, lo STATUTUM TRIDENTINUM del 1504, le favole di AESOPUS del 1508 e altre opere ancora fino al LIBRO PER IMPARARE TODESCHO (probabile ristampa di un dizionarietto veneto del 1499); l'ultima opera di cui abbiamo notizia è un OFFITIUM del 1536, probabilmente stampato dopo il trasferimento della famiglia Fracassini o di parte di essa in terra trentina, nella quale già possedeva un laboratorio che operava in contemporanea con quello di Collio.[3]
 
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AESOPUS stampato a Collio 
 
 
Alcuni testi sono pesanti, di dimensioni notevoli, nonché di grande impegno finanziario, se consideriamo il periodo storico in cui vennero prodotti, inoltre la commissione di un’opera come gli STATUTUM TRIDENTINUM, non può che confermare l’alto livello qualitativo e professionale raggiunto dai tipografi Fracassini.
Il trasporto del prodotto presumibilmente avveniva per le strade dell’alta valle, a dorso di animale come per il minerale di ferro, sulla strada che per il Baremone porta ad Anfo e da li fino a Trento attraverso le Giudicarie.
Probabilmente il vocabolario italiano-tedesco era utile ai minatori di Bovegno e Collio, frequentemente in trasferta in Germania. Austria o Svizzera, ma in modo particolare ai trentini, il cui bilinguismo era già ben noto a quei tempi:
La pubblicazione di un tale volume dimostra inoltre la notevole apertura mentale dei Fracassini nei confronti dei rapporti interculturali tra popolazioni di lingua differente.
G.I. Gussago[4] ci riferisce come sull’antica casa Calvatti a Tizio di Collio, ora di proprietà Lazzari, venne posta una lapide, ora perduta, la quale riportava il seguente testo:
 
ANNO MDLV – DIE VIII MAII
ARCHIVIO ANTIQUISSIMO APUD ILLOS DE CALVATTIIS
NEC NON TYPOGRAPHIA ET PRAELO FRACASINOS
HUNC TONATIOS
INCENDIO OMNINO SUMPSIT
 
Questa epigrafe oltre che rievocare l’incendio già precedentemente citato, ci dovrebbe anche indicare il nome di colui che successe ai Fracassini nella loro attività: un certo Tonassi, che probabilmente si limitò a lavori di interesse locale senza minimamente sfiorare la fama dei suoi illustri predecessori.
 
 
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[1] V. Volta "Collio XVI° secolo" edizioni del Moretto Brescia 1980.
[2]Ferhand Braudel "Civiltà ed imperi nel mediterraneo nell'età di Filippo II°" volume 1 pag. 487 Torino 1976
[3]C. PASERO: “I libri di Collio in Valtrompia in Relazioni dei Rettori veneti a Brescia durante il secolo XVI°” Toscolano BS 1939.
[4] G. I. Gussago:”Memorie storico-critiche sulla tipografia bresciana” BS GUSSAGO 1811