….Mi sembra ancora di vedere la faccia del Colonnello Robinson ad Affori nel 46, quando asaggiò la nostra minestra…
Albini Albano classe 1927 [1]

 

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Albini Albano all’età di 18 anni 1945

(primo campo provinciale Asci BS)

 

Tra gruppi scout operanti in Valtrompia (Nave, Villa Carcina, Sarezzo, Lumezzane ), il Gardone Val Trompia 1° è il più antico gruppo della provincia ancora attivo; le sue origini risalgono al 1923, (ricordiamo che fondazione del movimento scout realizzata da Sir R. Baden Powell in Inghilterra risale a 15 anni prima 1908).
Tale sodalizio possiede anche un ulteriore primato purtroppo spiacevole: è stato il primo gruppo scout italiano ad essere chiuso dall’autorità prefettizia, su pressioni fasciste, un anno prima che si ufficializzasse lo scioglimento di tutte le associazioni educative a favore dell’ Opera Nazionale Balilla voluta da Benito Mussolini.
Nonostante i divieti e le sistematiche perquisizioni della polizia politica nelle abitazioni dei capi scout, la fiamma dello scoutismo a Gardone è sempre rimasta accesa, fino a quando nel 1945, il consistente apporto dei capi gardonesi consentì l’organizzazione in località Caregno del primo campo scout provinciale dopo la Liberazione, al quale parteciparono tutti i delegati di quei gruppi che avrebbero poi rifondato lo scoutismo provinciale.
La testimonianza che riportiamo si riferisce alla partecipazione al primo campo scout nazionale ad Affori (MI) da parte dei delegati gardonesi nel 1946.[2]
 
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Lo sapete cosa è un camion a carbonella ?? E’ un camion di quelli vecchi, come quelli che vedete nelle comiche di Stanlio e Ollio, solo che davanti al motore ha attaccata una specie di grossa stufa a carbone. ecco. Al raduno di Affori ci siano andati con quello. Credo fosse il 1946, era un raduno internazionale e noi di Gardone Val Trompia essendo ancora il gruppo meglio organizzato sin dal 1945, dovevamo rappresentare Brescia., a quel raduno (adesso si chiamano campi San Giorgio vero ??) ci siamo andati con il camion scoperto a carbonella della Cooperativa trasporti, con un rimorchio attaccato dietro. A Chiari eravamo già fermi ad aggiungere legna.
Giunti ad Affori dopo più di quattro ore di viaggio a 30/40 all’ora eravamo i più sgangherati.
 
Subito ci siamo dati da fare con una grande confusione, attirando l’attenzione di tutti gli altri ragazzi, c’erano francesi, spagnoli e svizzeri che forse era la prima volta che vedevano un camion a carbonella perché tutti erano arrivati con gli autobus. C’erano gli Scout svizzeri che parevano usciti da una boutique, talmente le divise erano perfette. Noi altri eravamo i più spiantati, scarpe rotte soldi niente e a causa del tesseramento delle vivande avevamo raccolto tutto il mangiare possibile come meglio potevamo prima di partire, avevamo cinque varietà di pasta, in quanto qualcuno aveva recuperato gli spaghetti, altri i rigatoni e così via, in base a quello che potevano acquistare con i razionamenti e i limitati rifornimenti delle botteghe.
Le uniformi poi….Mio zio che faceva anche lui l’Istruttore di Riparto, portava la camicia e i pantaloni della guerra d’Africa con cuciti i distintivi degli scout ricamati a mano
Gli altri avevano roba buona, anche le loro tende, se confrontate con le nostre con la paglia sul fondo, sembravano dei salotti con dentro addirittura i tavoli.
Facemmo anche una figuraccia quando il giorno dopo, durante un temporale il vento ce la portò via, fortunatamente non solo la nostra.
 
 
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Altra umiliazione fu la prova di cucina, noi avevamo costruito uno sgangherato treppiedi con grossi rami e usavamo della legna ancora verde raccolta li in giro, mentre gli svizzeri avevano i fornelli con le pastiglie di combustibile, in quella pentola burro non ce n’era i dadi li avevano solo gli altri, per intenderci quelli che avevano anche la cioccolata, ci abbiamo messo ancora un pò di roba e qualche patata; fra i tanti ricordi mi sembra ancora di vedere l’espressione sul volto del colonnello Robinson ( Comandante in capo delle forze alleate in visita al campo ) con il cucchiaio in mano, paralizzato con lo sguardo vitreo dopo aver assaggiato la nostra minestra, non ha chiesto il bis, anche se noi l’abbiamo comunque mangiata tutta, c’era solo quella e non si poteva andare al ristorante.
D’altronde a quei tempi con lo scautismo ci si doveva arrangiare per davvero. Era appena finita la seconda guerra mondiale e tutta l’Italia doveva risvegliarsi anche gli scout.
L’unica soddisfazione che abbiamo avuto è stata la vincita nelle prove di destrezza e nelle gare di abilità sulla tecnica Scout, mentre le prove di canto e di cucina sono state un fallimento.
Quando in pochissimo tempo abbiamo realizzato una barella con coperte e guidoni per trasportare un ferito, abbiamo lasciato tutti a bocca aperta per la seconda volta ( la prima era stata quando ci hanno visto arrivare con il camion a carbone), ma non avevano mai visto fare nulla del genere e ci hanno pubblicamente elogiato al fuoco di bivacco serale.[3]
 
 
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Le fotografie sono state fornite dal gruppo AGESCI Gardone V. T. 1 e dalla collezione privata fam.Albini
 
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[1] Capo scout ( Istruttore di Reparto) nel 1946 gruppo ASCI Gardone Val trompia 1°
[2] Immagini e Testi tratti da:G. Raza “ VOLTO FANCIULLO CUOR DI LEONE sentieri di memorie per una storia dello scoutismo gardonese 1923-2006” editrice Lumini Travagliato 2006
[3] Intervista realizzata da Raza Fabio classe 1997
Coccinella nel cerchio della Tramontana Gruppo scout AGESCI Brescia 5