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I 525 anni dei PIARDI: 5 secoli ed un quarto di storie nella Storia

 

PERCHE’ il 2 settembre
PERCHE’ al RIFUGIO PIARDI
Un po' di storia in risposta ai tanti “Perché?”
CARISSIMI! Abbiamo scelto un modo semplice ed un luogo "intimo", un po' appartato ... - viste le generali ristrettezze economiche - comunque non casuale. Infatti, il Rifugio porta dal 1932, ancora oggi, il nome PIARDI poichè lo pensò, ideo, costruì materialmente e condusse, per due decenni e sino al 29 dicembre 1953, Giovan Maria PIARDI detto il Grillo, che era del 1880, e poi per altri decenni dalla di lui figlia, Diaregina, per tutti "La Regina", che era nata nel 1912. Ora questo Rifugio è di proprietà dell'Ospedale Casa di Riposo Angelo Bregoli (Fondazione Pio Istituto Angelo Bregoli) di Pezzaze, dopo la donazione con lascito e legato testamentario di Diaregina PIARDI dell'anno 1992 (1993): una donazione assai ricca (Rifugio, case, terreni, prati e boschi). A quale condizione? Che il Rifugio mantenesse in perpetuo il nome PIARDI, nessuna altra condizione.
Bregoli, di quelli detti Bonèt, è il nome della Fondazione ospedaliera di Pezzaze: quanti Piardi figli di madre Bregoli o Bregoli figli di madre Piardi! Inoltre la Fondazione reca il nome del suo ideatore e donatore sin dalla prima metà dell’Ottocento, e l’azione donativa del noto Angelo nasce sulla scorta dell’insegnamento impartito da Bortolo Piardi dei detti Catanì, lo afferma lo stesso Angelo Bregoli, donatore, nelle sue ultime volontà testamentarie. Inoltre non possiamo dimenticare che il donatore Bregoli fu sposo, in prime nozze, di Aquilina Piardi del ceppo Catanì – stessa stirpe di quelli andati a Gussago ed in Franciacorta più di 200 anni fa – e l’unico figlio lo ebbe da lei anche se, purtroppo ed entrambi, gli vennero a morire, assai giovani, prima di lui. Angelo Bregoli non ebbe eredi dalla seconda moglie, della famiglia Giugni, che sposò sul Lago d’Iseo in quel di Sale Marasino. Ancora, non possiamo dimenticare i numerosi Piardi che sono stati amministratori “de l’Istitüt”, come si sente ancora affermare in paese, vale a dire del Pio Istituto Bregoli, oggi Fondazione.
Per rimanere alle motivazioni dell’incontro celebrativo di oggi, sottolineiamo che in questa zona, su questi monti arrivò, il 2 settembre 1487, GIOVANNI PIARDO (dei Piardi) quale compratore di beni, fondi boschivi e prativi, del Comune, come testimoniano gli ANNALI DI PEZZAZE composti, nel Settecento, dal prete Pietro Voltolino da Iseo. Comune di Pezzaze che vendeva proprietà montane per comprarne altre in Franciacorta al fine di ricavarne da esse uva da vino e frumento per alimentare le 1000 e più bocche di Pezzaze che necessitavano, come si diceva in quel tempo, di "biade" fondamentali, non vendemmiabili in quel di Pezzaze data l'altitudine da 650 a 1800 m/slm e quasi tutta un bosco da cui ricavavano, invece, legname da costruzione o legna da ardere domesticamente o, meglio, per alimentare i carbonili sia per i voraci forni di prima cottura del minerale estratto dalle tante miniere di Pezzaze, dalla Regina o Regina Zoie alla Paulino od all’ultima, in ordine di tempo, detta Stese, dal nome dell’ omonimo sito, luogo di dimora di tanti Piardi, od anche legne per far ardere il grande forno fusorio di Valle Trompia dislocato in Tavernole, che serviva a Venezia ed alle imprese armiere della Valle Trompia, appunto sin dal secolo quindici.
 
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Ma di dov’era, da dove proveniva Giovanni Piardi?, sicuramente da fuori; per i Pezzazesi forestiero! Se in questa Comunità pezzazese al tempo della seconda metà del Quattrocento già apparivano i Bregoli, il secondo cognome a comparire a Pezzaze, assieme a quello dei Fada, dicono le cronache del tempo, è quello dei PIARDI, anzi PIARDO, al maschile singolare, come si usava al tempo. Del resto pure gli attuali Bregoli erano Bregolo.  Ciò ci viene certificato dallo studioso Pietro Voltolino da Iseo, storico conoscitore della nostra Valle Trompia e dei suoi archivi.
Alla data del 1487, il 2 settembre, quando Giovanni Piardo appare quale compratore in Pezzaze, neppure la Chiesa o le chiese parrocchiali di Valle possedevano registrazioni più precise in merito alla popolazione; infatti, bisognerà attendere l’avvento ed il termine del Concilio di Trento, 1545 -1563, perché le Parrocchie venissero sottoposte all’obbligo dei libri Canonici, inizialmente dei soli battesimi. Ma noi Piardi eravamo già nati alla Storia da ben 70 e più anni. 5 anni, un mese e 10 giorni ancor prima della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Da dove proveniva Giovanni PIARDO, ci domandavamo poco fa?: sicuramente dalla bassa; sì, dalla bassa e perché no anche dalle terre del Po, del Viadanese mantovano. Di più, e non a caso, in quegli anni alcuni preti Parroci in cura d’anime in Val Trompia, in particolare a Lavone di Pezzaze (che avete attraversato salendo qui al Colle) ed a Bovegno, quando Pezzaze dipendeva ecclesiasticamente dalla Pieve di Bovegno, erano preti mantovani quivi inviati dal nostro vescovo, dal momento che la Diocesi vescovile di Brescia giungeva a comprendere anche gran parte del territorio mantovano: Asola, Castiglione, ed altre località del cosiddetto Alto mantovano. Inoltre sappiamo che i Piardi vivevano in quel di Pomponesco, cittadina e poi principato, posta sulla riva nord (o di sinistra) del Po, sin dalla fine del Quattrocento inizi del Cinquecento, questo riferendoci agli scritti, ma, come abbiamo affermato poco fa parlando di registrazioni in Val Trompia, anche in quelle terre del Po non sussisteva l’obbligo delle scritture Canoniche. Tuttavia, guarda caso, come iniziano a compilarsi i Libri Canonici di Pomponesco, prima ancora del Concilio tridentino, subito i Piardi aprono le annotazioni battesimali con Jacomo del Piardo che fa battezzare il figlio Stefano in quella chiesa posta sulla riva mantovana del Po e questo non è neppure il primo dei figli di Jacomo, come poi risulterà dai libri matrimoniali. Insomma, quando non ancora terminato il Concilio Tridentino, che adotterà disposizioni canoniche generali per le Parrocchie in fatto di registrazioni, il nostro Jacomo (Giacomo) Piardo da Pomponesco  avrà già fatto registrare ben 10 annotazioni battesimali per altrettanti suoi figli.
Sicuramente non sono ancora annodati tutti gli anelli della lunga catena genealogica che ci potrebbe portare dal Po ai monti di Pezzaze, tuttavia non dimentichiamo che era più facile, voglio dire con maggior fondamento, pensare a trasferirsi dalla pianura – bagnata dalle acque del grande fiume – ai monti, alle montagne, con l’intento di cercare salutare refrigerio, che non al contrario; i nostri di Val Trompia andavano, andarono sì alle basse, alla pianura per far mangiare il fieno alle bestie nei mesi invernali, ma solo temporaneamente, d’inverno appunto. Quanti, infatti, i Piardi a Casalmoro mantovano! Il ceppo dei PIARDI che colà andò, anche se in tempi assai più recenti, fu quello detto Ciongh. Ma non siamo andati tanto lontani, sapete, ne da queste terre ne da questo Rifugio costruito ben 80 anni fa, dove oggi ci troviamo per celebrare i 525 anni dei Piardi, poiché sappiamo che la sposa del costruttore Giovan Maria Piardi detto il Grillo, Maria Onesta Piardi, era, come si dice qui, tra i pezzazesi, una Cionga, per dire del ceppo dei Piardi detti Ciongh; gli stessi che, come detto, popolarono Casalmoro ed andarono a vivere in alcuni altri paesi limitrofi. Maria Onesta era del 1883 e qui al Rifugio mancò il 28 Agosto del 1930.
Con questo crediamo aver risposto a molti dei tanti “Perché”, almeno a quelli più insistenti!
2 settembre di 525 anni fa: arrivo di Giovanni PIARDO a Pezzaze.
1932 – 2012: 80 anni dalla realizzazione del Rifugio Piardi, voluto da GIOVAN MARIA PIARDI detto il Grillo, della stirpe dei detti Brine discendenti dei Piardi detti Mafé.

 

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Rimane da dire qualcosa su ciò che i Piardi come Comitato “I PIARDI NEL MONDO” continuando una lunga, plurisecolare, catena di solidarietà – quando si chiamava semplicemente aiuto, sigurtà o beneficenza – hanno in atto dall’estate 1998 partita da Pezzaze domenica 26 luglio 1998 con l’aver voluto direttamente devolvere all’ospedale Santa Maria di KHULNA in Bangladesh tutte le offerte derivanti dalla distribuzione del primo volume I PIARDI: alcune decine di milioni di lire del tempo. A questa prima iniziale azione solidale ha fatto seguito l’adozione del Villaggio di HARDEMAN nella foresta Boliviana attraverso il Collegio Fè y Alegria Padre Remo Prandini Viotti, in cui come Piardi abbiamo costruito un aula scolastica denominandola “I Piardi nel mondo”, inaugurata a Natale 2000 cui ha fatto seguito il tangibile sostegno economico per la realizzazione di altre strutture del medesimo Collegio boliviano, oltre al mantenimento, in questi trascorsi 12 anni, di materiale didattico per detta aula e per gli scolari. Ad HARDEMAN (Santa Cruz de la Sierra) abbiamo adottato a distanza, da ben sei anni, un bambino in età scolare a frequentare la scuola e con ciò l’intera sua famiglia di appartenenza. Come ricorderete la scelta di rivolgere il nostro sguardo su Hardeman sorse dal fatto che in detto villaggio della foresta boliviana donò la vita il valtrumplino padre Remo Prandini – Viotti da Lodrino figlio di Ilde Viotti da Pezzaze, e che la Scuola sino al grado superiore di questa comunità boliviana venne avviata negli anni Ottanta da padre Remo, poi mortovi a Natale del 1986 tra le acque del fiume locale.
In Brasile, poi, presso la Scuola assistenziale, professionale, socio-psico-educativa e pedagogica denominata ABRIGO JOAO PAULO 2° di PORTO ALEGRE, in Rio Grande Do Sul, gestita e condotta dai padri missionari dell’Opera San Giovanni Calabria (Istituto dei Poveri Servi della Divina Provvidenza), abbiamo adottato un altro ragazzo di famiglia povera e disadattata di una delle favelas brasiliane.
Come sappiamo,  l’attuale Opera don Calabria, oggi san Giovanni Calabria, desiderata sì da Don Calabria negli anni 1920/30, fu però “sponsorizzata” dalla mente e dalla tenace tempra che rispondono al nome di Padre Natale di Gesù, dei Carmelitani scalzi, al secolo Giuseppe Giacomo PIARDI – FADA da Pezzaze. Sappiamo infatti, per diretta ammissione dello stesso Don Calabria, che senza il nostro Piardi padre Natale non sarebbe esistita l’Opera don Calabria.
Per tutte queste iniziative di solidarietà dovremo trovare la forza di mantenerle in rispetto della nostra recente volontà in continuità di quella secolare dei nostri avi. Come non dovremo neppure mancare di far parte della costituenda Fondazione Centro Studi Sociali “Don Gian Piero Piardi” che si sta avviando in città di SUSA, in onore del nostro più noto Piardi, nativo di questa terra pezzazese che regge il nostro cammino.
Infine, Achille ci fa sapere che con l’evento celebrativo di oggi 2 settembre conclude la stesura del 4° volume sul nostro Casato, sono circa 2000 pagine, che uscirà, appena si potrà, col titolo: I PIARDI, 525 anni di storie nella Storia.
 

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Non possiamo però concludere prima di portarvi a conoscenza che da tutto il mondo, vicino e lontano, ogni giorno riceviamo complimenti e congratulazioni per la bellezza e l’ampiezza del Sito Internet I PIARDI, sono più di 600 pagine che tutti ci invidiano e che da dette pagine cerchiamo anche di aiutare chiunque ci inoltri richieste d’aiuto o di ricerca parentale. Anche questa è solidarietà! Tanto per non smentire la secolare nostra disponibilità verso gli altri! Non curandoci neppure troppo del fatto che i Piardi risultino “bilùss”, quasi biliosi, come dire che: salta loro facilmente la mosca al naso! Ma come ebbe modo di dirci, non più tardi di un mese fa, la signora Gina Gussarini Reboldi di Civine di Gussago, di suonati 93 anni: <<I Piardi i sarà a “biluss”, ma sè tè hö ü piasér bidògna na dè chi le>>. (Traduzione: “Ai Piardi salterà pure e facilmente la mosca al naso, ma se ti serve un piacere, da loro puoi andare con certezza di ottenerlo”). Se lo dice la signora Gina, che ben ebbe a conoscere i Piardi di Gussago nativi od oriundi di Pezzaze, crediamoci ed andiamo avanti!
Continuando con l’argomento del sito Internet dei Piardi, che compirà ben 14 anni nel gennaio 2013, dobbiamo riconoscere che pure noi Piardi siamo riusciti, anche tramite detto mezzo e sistema, a contarci in ben 1815, superando l’agognato traguardo stimato, nel 1999, dei 1800 Piardi nel mondo, quando ci eravamo contati in soli 1106: insomma, siamo cresciuti di 700 e più unità umane. Un buon appello!  
Per raggiungere quota 1817 quali Piardi nel mondo ci sono stati utili anche i numerosi incontri, anche a livello di RADUNO, che abbiamo indetto e tenuto. A cominciare da quello preparatorio di Gussago in Franciacorta, del 31 gennaio 1999, al quale furono presenti 105 Piardi, di cui tanti gussaghesi, ma soprattutto i rappresentanti dei 18 ceppi dei Piardi di Pezzaze.
All’iniziale Raduno di Gussago seguì l’insediamento del Comitato dei Piardi in data 1° Maggio 1999 qui in Pezzaze.
A giugno dello stesso anno 1999 siamo stati al 1° incontro in SUSA, Val Susa, in provincia di Torino, in occasione del 30° di sacerdozio del nostro Don Gian Piero Piardi, defunto il 19 gennaio di quest’anno 2012. Con il nostro Don Gian Piero ricordiamo tutti i nostri Piardi che sono andati avanti; di tutti loro pur annotati nella storia generale del Casato, teniamo particolare nota a partire dal Giugno 1996 con la dipartita di Domenico detto Milo di Mafé.
Arriviamo così al 2000, quando il ceppo mantovano, con la presenza dei fratelli Dottor Walter e Dottor Gian Paolo Piardi, unitamente alle loro famiglie, giunge qui a Pezzaze il 4 Giugno 2000, nel corso del Raduno Giubilare universale del nostro casato.
IL 9 settembre 2001 celebrammo all’Abbazia olivetana in Rodengo Saiano di Franciacorta e terra dei Piardi dai primi anni dell’Ottocento, il 200° della nascita del sacerdote Don Antonio Piardi, Parroco all’omonima Abbazia e patriota risorgimentale. Amico del comandante risorgimentale, prete, Antonio Boifava qui fuggiasco in quel di Pezzaze poiché braccato dagli austriaci e ricoverato da don Piardi nella casa Maffina di Avano, proprio a metà della strada che, carissimi Piardi, Vi ha condotto a questo Rifugio in cui oggi ci troviamo.
In CIZZOLO di Viadana (MN), il mese di ottobre 2001 i responsabili del Comitato I PIARDI, partiti da Pezzaze in Val Trompia, incontrano, con grande sorpresa, la nutrita componente mantovana della nostra stirpe, radicata sin dalla fine del Quattrocento nelle fluviali terre di Po.
Nel 2004, a giugno, il 2° incontro in SUSA (Val Susa) nel Torinese.
A maggio 2005, ancora in Cizzolo di Viadana (Mantova) è il primo Raduno dei Piardi in fra le acque di Oglio e Po, ben riuscito. In questa data ci contavamo, nel mondo, in numero di 1545.
Dopo quattro anni, il 28 del mese di Giugno 2009 ci ritrovavamo qui a Pezzaze, in famiglia; intanto il censimento di noi nel mondo dava i suoi frutti: varcavamo la soglia dei 1600.
Oggi, 2 settembre 2012, ci contiamo, come detto sopra e come ci informa il nostro Achille, in ben 1818, grazie anche ai sistemi messi a disposizione dalle innovazioni tecnologiche.
La specifica di come siamo cresciuti in famiglia, dal 1999 ad oggi e la dislocazione mondiale dei Piardi, allegata a questa mia relazione, Vi viene personalmente consegnata.
Sappiamo perciò essere presenti, come potete leggere, in tutti i continenti del mondo e, per citarne soltanto uno, le Americhe, in cui siamo circa 350, in ben 43 Comuni di 8 Stati del Brasile e, sempre nelle Americhe, siamo 25 in Argentina e 4 negli Stati Uniti. E ne verranno ancora, sempre che i Piardi con le loro consorti e le Piardi con i loro mariti non rinuncino ad impegnarsi alla luce del biblico comando e monito: “Crescete e moltiplicatevi!”. Grazie ed ho veramente terminato.
 

 

Dal Rifugio Piardi al Colle di San Zeno, spartiacque tra Val Trompia e Val Camonica, Domenica 2 settembre 2012.

RELAZIONE al COMITATO “I PIARDI”. I PIARDI NEL MONDO - LOS PIARDI EN EL MUNDO - OS PIARDI NO MUNDO.
 
Cesare Enrico Piardi – Presidente dei PIARDI NEL MONDO