ITINERARI TOPONOMASTICI IN ALTA VALTROMPIA
Comuni di Collio, Bovegno, Pezzaze, Irma, Lodrino, Tavernole, Marmentino, Marcheno
IGM: Istituto Geografico militare 1/25000
CTR :Carta Tecnica Regionale 1/10000
Stradario Comunale
 
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Minatore greco su tavoletta del VII secolo a.c
 
Nello studio della locale toponomastica emerge prepotentemente l’attività che per secoli ha impegnato la gente e il territorio dell’alta valle Trompia, ovvero la lavorazione ed estrazione del ferro. È quindi doverosa una breve introduzione storica sulle vicende minerarie locali, prima di iniziare con lo studio prevalentemente geografico di tale aspetto.
Pur nella mancanza di testimonianze e reperti che consentano di far risalire l’attività estrattiva valtrumplina al tempo degli antichi romani (come rivelano alcune fonti più legate alla leggenda che alla storia) è certamente lecito e doveroso affermare che per molti secoli le popolazioni dell’Alta Valle abbiano individuato nell’estrazione del minerale una fonte di sostentamento che, aggiunta a quel poco di agricoltura montana, ha consentito la loro sopravvivenza. Documenti fondamentali per la storia delle miniere triumpline sono gli statuti, a partire da quelli che furono stesi nel 1341, in epoca viscontea, da dodici sapienti scelti dalla vicinia di Bovegno.
 
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Furono redatti nove capitoli minerari di straordinaria importanza: è qui che si leggono per la prima volta i termini di ‘medolo’ per indicare la miniera e di ‘Societates Medalorum’ ovvero quelle imprese che esercitano attività di scavo e di estrazione del minerale. Analoghe disposizioni si trovano negli Statuti di Pezzaze editi nel 1318, ma giunti a noi nell’edizione riformata del 1529.
La lettura di questi documenti ci conferma nell’idea di come gli operosi abitanti valligiani dei comuni dell’Alta Valle praticassero, durante i secoli dell’età di mezzo, l’attività estrattiva, alternando il lavoro di mandriani e contadini (tipico dei mesi estivi) con la laboriosa escavazione dei ‘medoli’ per cercare la vena del ferro. Tale attività, se pure molto praticata, non giunse quasi mai, se non in pochissimi casi e con intervento esterno, ad assumere carattere industriale di alto livello; i mezzi obsoleti di estrazione impiegati nelle miniere triumpline e l’arretratezza tecnologica spesso limitarono le possibilità espansive e portarono ben presto a una crisi generale del settore protratta fino alla prima metà del XIX secolo.
La conduzione familiare dei medoli comprendeva pure l’utilizzo di bambini più piccoli e in grado di muoversi con agilità negli stretti cunicoli. Questi giovanissimi minatori, descritti dallo stesso Giuseppe Zanardelli come: ’piccoli, rachitici, pallidi e malaticci ’ non potevano che fornire un lavoro ‘lento, misero e stentato ’ e il loro impiego era dunque effetto e insieme causa dei metodi di escavazione[1].
 
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Nei decenni precedenti l’unità d’Italia si notarono comunque momenti di ripresa sia a Pezzaze, dove l’attività rimaneva però polverizzata in numerose piccole miniere, sia nelle vicine miniere di Bovegno e Collio. Quest’ultime pur rimanendo divise tra diversi proprietari avevano incrementato la produzione al punto che le sette miniere di Collio attive nel 1857 producevano dieci volte di più delle nove miniere di Bovegno, che a loro volta superavano di gran lunga quelle di Pezzaze.
 
L’intervento di validi studiosi come Giuseppe Ragazzoni nel 1873, la società degli alti forni e acciaierie di Terni nel 1886 e l’industriale Francesco Glisenti fino al 1899 migliorarono di molto le capacità estrattive perfezionate poi negli anni 30 del novecento dalla Carlo Tassara di Pegli, nonché dalla società Fratelli Marzoli di Palazzolo sull’Oglio. Successivamente l’intervento della società Ferromin (gruppo Ilva Finsider) diede nuova linfa che consentì una notevole produzione fino ai primi anni settanta del novecento, subito seguiti dall’avvento della Fluormine S.p.A che attivando la Miniera Torgola di Collio iniziò lo sfruttamento dei filoni di fluorite e blenda fino alla sua definitiva chiusura nei primi mesi del 1999, rimanendo l’ultima delle miniere della Valle Trompia ancora attiva fino a questa data.
Questo parrebbe l’ultimo atto di una millenaria vicenda, ma nel 1985 con la mostra ‘Le miniere in Valtrompia’ presso il Museo di Scienze Naturali di Brescia si gettarono le basi per una rivisitazione e un recupero delle miniere a scopi culturali e turistici. Nel protocollo di intesa del 1997, tra i comuni di Bovegno, Collio, Irma, Tavernole, Pezzaze, la Comunità Montana e la Provincia di Brescia, nasce l’agenzia Parco Minerario della Valle Trompia, che il 5 dicembre 1999 inaugura il primo tratto turistico della miniera Marzoli di Pezzaze, seguito il 15 luglio 2000 dalla mostra permanente ‘Le miniere di Valle Trompia, i luoghi, le persone, le cose ’ allestita nella Torre medievale di Bovegno[2]. Nel 2004 viene inaugurato il recuperato Forno Fusorio di Tavernole e sempre nello stesso anno viene aperto il percorso ‘Miniera Avventura’ presso la miniera Sant’Aloisio di Collio.
Nel frattempo proseguono le collaborazioni con società private e con l’università degli studi di Milano, unitamente all’apertura di nuovi spazi museali e percorsi all’interno delle miniere dismesse, nonchè degli antichi opifici come il maglio Averoldi di Ome e la fucina Sanzogni a Sarezzo.
 
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Toponimo
descrizione
cartografia
Comune
Definizione
BANDERA VALLE
VALLE
CTR
PEZZAZE
nome di nota miniera ottocentesca detta anche Bandiera
BARITINA MINIERA
MINIERA
CTR
BOVEGNO
barite = solfato di bario (Ba SO4)
CANTIERI
CASE
IGM
BOVEGNO
 
CAVA
VALLE
CTR
BOVEGNO
 
FERAZZO
CASCINA
CTR
COLLIO
ferazzo = ghisa grezza appena uscita dal forno fusorio
FERRARESE VALLE DEL
VALLE
CTR
BOVEGNO
ferrari = lavoratori del ferro, poi cognome diffuso
FERROMIN
MINIERA
IGM
BOVEGNO
nome dell'omonima società mineraria
FORNACE
CASCINA
CTR
MARMENTINO
 
FORNASI' DOSSO
DOSSO
IGM
COLLIO
fornasì = voce dialettale per piccola fornace
FORNI
INDUSTRIALE
IGM
TAVERNOLE
 
FORNO
VIA
STRADARIO
BOVEGNO
 
FORNO FUSORIO
VIA
STRADARIO
TAVERNOLE
 
FORNO BROLO
 
STRADARIO
BOVEGNO
 
FRER
CASCINA
CTR
COLLIO
frer = voce dialettale per fabbro ferraio
FRERA
VIA
STRADARIO
PEZZAZE
frera = voce dialettale per miniera di ferro
FUCINE
CASCINA
IGM
MARMENTINO
 
FUCINE
VIA
STRADARIO
BOVEGNO
 
FUCINE
VIA
STRADARIO
MARMENTINO
 
FUCINE
VIA
STRADARIO
TAVERNOLE
 
FUCINE
CASCINA
CTR
PEZZAZE
 
FUCINE
CASCINA
IGM
PEZZAZE
 
FUCINE
CASCINA
IGM
BOVEGNO
 
MAI
CASCINA
IGM
COLLIO
mai = voce dialettale per maglio
MARMOR
MALGA
IGM
COLLIO
marmor = voce dialettale per siderite o spato pesante (FeCo)
MEDELETTO
CASCINA
IGM
PISOGNE
medolo = miniera, diminutivo
MINALE VALLE
VALLE
CTR
BOVEGNO
mina = esplosivo
MINALE VALLE
VALLE
CTR
BOVEGNO
mina = esplosivo
MINIERA
VIA
STRADARIO
PEZZAZE
 
MINIERA
VIA
STRADARIO
BOVEGNO
 
PEDIFERRO
CASCINA
IGM
COLLIO
pediferro = piedediporco o leera
PIARDI
RIFUGIO
IGM
PEZZAZE
piarda = giornata di lavoro in miniera
PREALPINA MINIERA
MINIERA
IGM
COLLIO
dall'omonima società estrattiva di fluorite
REGINA MINIERA
MINIERA
CTR
PEZZAZE
nota miniera ottocentesca probabilmente da Regina Margherita di Savoia
SANTA BARBARA
VIA
STRADARIO
COLLIO
santa patrona dei minatori
SCREMAGLIA
AREA BOSCO PASCOLIVA
igm
BOVEGNO
nome di nota miniera ottocentesca
TASSARA MINIERA
MINIERA
IGM
COLLIO
dall'omonima società estrattiva di ferro
TRIVELLINI
VIA
STRADARIO
MARCHENO
trivella = attrezzi utilizzati per la foratura delle canne metalliche

 


[1] G. ZANARDELLI, Lettere sulla esposizione bresciana, Milano, 1857.
[2] C. SIMONI, La via del ferro e delle miniere in Valtrompia, Comunità Montana di Valle Trompia, Gardone V.T., 2002.