INTRODUZIONE
ALLA
GEOLOGIA DELLA VALTROMPIA

 

La Valle Trompia non è stata interessata dalle glaciazioni quaternarie e quindi non ha subito trasformazioni di tipo glaciale.
Solo piccoli ghiacciai sospesi, posti alla base delle cime più elevate (Colombine, Dasdana, Dosso Alto e Corna Blacca) hanno fatto forse confluire a valle, verso S. Colombano, modesti apparati glaciali.
Il Mella si attesta al piede del massiccio cristallino-paleozoico, che nella sua parte centrale sovrasta gli abitati di S. Colombano e Collio con le sue cime pascolive del Maniva e del Dasdana, delle Colombine e in parte del Muffetto formando la testata della Val Trompia, il più antico territorio di tutta la provincia di Brescia che sia sicuramente databile attraverso le testimonianze della flora e della fauna fossile.
Ai piedi del massiccio trasversale, entro una striscia di roccia rossiccia un po’ meno antica (si tratta del piano geologico chiamato “Werfeniano” e dai lombardi “Servino”) che interessa Pisogne, Pezzaze, Bovegno e Collio, ha sede quello che fu il distretto minerario più redditizio del Bresciano.
Miniere di GALENA (Minerale di piombo ed argento), di FLUORITE (contenente anche la BLENDA – minerale di zinco) e soprattutto la SIDERITE (carbonato di ferro) usata con alterne vicende dalle antiche epoche romane sino ai nostri giorni.
Dalla rocca cidnea del capoluogo, allo sguardo, si delinea netta l’arteria valtrumplina fin sotto il Guglielmo nel punto dove l’alta Valle, decorrente da NE a SO volge decisamente a Sud seguendo di massima la spaccatura della Val Trompia inferiore che discende, sepolta, fino al piano di Brescia ed al sottosuolo padano, la quale determina forse, in parte, la zona leggermente sismica della città. Dal Giogo del Maniva guardando in direzione del Guglielmo, dal fondovalle, vedremo emergere a destra il basamento metamorfico di età precarbonifera (360 milioni di anni) che costituisce il MASSICCIO CRISTALLINO DELLE TRE VALLI parzialmente ricoperto di rocce appartenenti alle varie formazioni di età permiana (290-250 milioni di anni) imponentemente sollevato proprio in corrispondenza alla linea della Valtrompia, spaccatura di grande interesse che tracciò in tempi relativamente recenti il nuovo corso del Mella su Brescia captando il Garza e altri corsi d’acqua della Valtrompia inferiore che prima della venuta del Mella andavano a deporre i loro conglomerati a occidente, formando le colline della Badia e di Sale di Gussago.
La spaccatura già segnalata dai geologi Cacciamali e Cozzaglio, ha avuto convalide dalla trivellazione di pozzi nella Bassa Valle penetrati fino a 200 metri in terreno alluvionale del Mella e del Garza.
Dall’esame del materiale estratto durante queste trivellazioni si può avere un’idea dei tipi litologici della Valle: scisti cristallini, arenarie rosse del Permiano con le loro cime principali dei Monti Colombine, del Crestoso e del Muffetto nelle quali sono intercalate rocce vulcaniche e rocce simili alle arenarie rosse, ma più fini, contenente materiale ferrifero, inoltre materiale vario della media e bassa Valle.