Maiores ex minoribus: i due Paolo da Caylina detti il Giovane e il Vecchio.
 
Tra gli ultimi decenni del sec. XV e l’intera prima metà del sec. XVI a Brescia ebbero la loro bottega due Paolo da Caylina, zio e nipote, detti il Vecchio il Giovane. Si tratta di pittori assai attivi, ma poco noti all’uomo della strada, persino in Valtrompia e a Villa Carcina, loro terra d’estrazione. La loro opera s’incrocia in numerosi centri del Bresciano ed è collocabile nella fase transitoria che dal gotico fiammeggiante si andava componendo verso un approccio realistico conformemente ai precetti che nell’ultima fase sarebbero stati palesati dal Concilio di Trento.
I due pittori originari dell’omonima frazione di Villa Carcina, Cailina appunto, erano imparentati con Vincenzo Foppa, non soltanto per via di sangue, ma eziandio per la concezione e la portata artistica del loro lavoro. Proprio a causa degli stilemi comuni non fu sempre facile attribuire questo o quel dipinto ai da Caylina, tant’è che pure la somiglianza talora indusse ad accostarli a Pietro da Cemmo[1].
Vi era anche un altro da Caylina, Bartolomeo, cognato del Foppa e attivo a Pavia. Tra le altre cose Paolo il Vecchio è legato in modo particolare alla storia dei municipi, essendo stato incaricato nel 1453 di dipingere nella Loggia di Brescia le armi del Rettore e il quadrante dell’orologio dell’omonima piazza, sotto i Macc de le ure, su una torretta antecedente, poi abbattuta. Per circa un decennio dunque Paolo senior collaborò con il Comune di Brescia, ma non solo: operò a Calvisano, Valcamonica, e in alcune chiese cittadine. Sono state attribuite a questo artista, precedentemente appellato in modo generico Maestro di Nave (Ferrari) anche una parte degli affreschi presso la Pieve della Mitria a Nave.
Paolo il Giovane ebbe attività ancor maggiore, almeno stando al catalogo a lui assegnato: tra le tante opere la cappella del SS. Sacramento a Botticino Sera (1517), varie opere in molte chiese di Brescia (S. Angela Merici, S. Croce, S. Salvatore ecc.), fuori provincia a Monzambano, Ribecco d’Oglio, Bormio, Grosio, Crespi d’Adda.
In provincia a Edolo, Malonno, Gussago, Manerbio, Milzano, Castelmella, Provaglio d’Iseo, Calvagese della Riviera; in Valtrompia a Lumezzane Pieve (parrocchiale) e Lavone di Pezzaze (parrocchiale). Altre opere sono invece ancora oggi di incerta attribuzione[2].
Dunque una famiglia di pittori assai interessante, una gloria per Villa Carcina, per questi artisti che potremmo definire Minores ex maioribus ovvero minori tra i maggiori oppure Maiores ex minoribus vale a dire maggiori tra i minori, in quanto operarono nella temperie di grandi autori quali il da Cemmo e il Foppa, anticipando alcune tendenze dei nostri colossi Romanino e Moretto.
 
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[1] Cfr. P.V. BEGNI-REDONA, p. 14.
[2] Ibidem Vedasi pp. 162 – 186.