Dal secondo dopoguerra ai progetti per la nuova piazza e la nuova sede municipale

Il 1° maggio 1945 il CLN nominò a capo dell’Amministrazione comunale il farmacista del paese Giovanni Pisati[1]. Con le elezioni del 1946 fu eletto Sindaco Tommaso Firmo (1919 – 1988).

In quel periodo la disoccupazione era diffusa e le persone che percepivano emolumenti dal Comune nel 1945 erano in tutto 22. L’anno seguente aumentarono a 31: tra essi i dipendenti comunali in senso stretto: messo, guardia boschiva, stradino, vigile urbano, e poi 5 bidelle, 4 spazzini, 2 incaricati dell’acquedotto, due seppellitori[2]. Il problema di una sede comunale adeguata si pose in tutta la sua urgenza, vieppiù aggravato dal fatto che una parte dell’ex casa del Fascio era occupata dal P.C.I., dal P.S.I. e dal C.L.N. Il 12 aprile 1946 il Sindaco scrisse una lettera ai due partiti di sinistra e al Comitato di Liberazione affinché lasciassero liberi i locali, cosa che effettivamente avvenne di lì a breve[3]. Nel 1950 gli impiegati erano soltanto otto: il segretario, 3 applicati, 2 scrivani, 1 assistente sanitario, una levatrice; i salariati erano invece solo due: un cursore e una guardia boschiva. Una curiosità di quegli anni concerne proprio il 1950, quando la R. A. I. inviò al Comune due apparecchi radio AR48 serie B Nova con abbonamento gratis per un anno[4].

Alla fine del XX secolo alcuni uffici, essendo gli spazi all’interno del municipio ormai insufficienti, furono trasferiti in una palazzina poco più a valle, nei pressi della vecchia fermata del tram. Tra questi l’area tecnica e la ragioneria.

Negli anni ’80 del secolo scorso si iniziò a pensare a una nuova sede unica, prima mediante progetti di massima e poi, all’inizio del sec. XXI, con la creazione di una società a capitale di maggioranza pubblica all’interno di un progetto per una nuova piazza da realizzarsi a sud-est del municipio installato nell’ex edificio O.N.M.I., divenuto inadeguato. Il progetto definitivo venne approvato dal Consiglio Comunale nella primavera del 2009 e prevedeva la realizzazione del nuovo municipio per un totale di mq 3.000 circa e una piazza ampia mq 5.400, oltre ad altre costruzioni di edilizia privata sia residenziale che commerciale, il tutto nell’ambito di una convenzione precedentemente stipulata dall’ente locale con la Società di Trasformazione Urbana (STU)[5]. In ottemperanza a quel progetto furono condotte alcune demolizioni, tra cui l’edificio parte delle ex Trafilerie L.M.I. il quale aveva ospitato alcuni uffici che, sfrattati, dovettero in parte essere ricollocati nelle ex scuole di Villa – come abbiamo visto già sede municipale agli inizi del ‘900 – e in parte in un edificio in via Marconi n. 20, la sala consigliare nell’ex cinema delle Trafilerie in via A. Manzoni.

Ma, con il cambio di amministrazione, nel 2010 si decise di accantonare il progetto della S.T.U. e si fecero strada altre ipostesi, quali il recupero completo dell’ex scuola elementare[6].

L’edificio, un tempo gremito di scolari, sito in via XX Settembre, è stato infatti riattato mediante lavori iniziati nell’ottobre e ultimati nel dicembre 2012 per volere dell’esecutivo guidato dal sindaco Gian Maria Giraudini, che l’inaugurò nella nuova funzione venerdì 21 dicembre. Vi trovarono posto oltre agli uffici demografici e ai servizi sociali già da alcuni anni ivi ubicati, anche quelli amministrativi, la Polizia Locale e la sala del Consiglio Comunale – precedentemente nell’ex cinema TLM –, mentre l’ufficio tecnico continuò per il momento a essere ospitato nell’ex Tasa Rosa di via Zanardelli[7].

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[1] I. MENSI 1975, p. 128.
[2] AC, Villa Carcina, Amministrazione 1943-1950, prospetto del 6 marzo 1946.
[3] AC, Villa Carcina, Amministrazione 1943-1950.
[4] Ibidem. Lettera della R.A.I. al Comune del 6 dicembre 1950.
[5] F. LAROVERE 2009.
[6] Giornale di Brescia, giovedì 28 ottobre 2010.

 

[7]         Giornale di Brescia, sabato 22 dicembre 2012.