Un poco noto personaggio tavernolese: Bartolomeo Benaglia
 
Tra i personaggi storici più curiosi e in parte misteriosi (e misconosciuti) di Tavernole c’è un matematico, tale Bartolomeo Benaglia, autore tra l’altro di un trattato sulla materia computistica intitolato Regole infallibili e facili per far conti(Rizzardi, Brescia 1704), più volte ristampato[1].
Benaglia, come spesso accadeva a quei tempi in cui era il clero a essere depositario del sapere, era un sacerdote, e tra l’altro fu parroco di Polaveno. I suoi interessi non erano limitati alla matematica (anche l’eclettismo e l’enciclopedismo era una caratteristica tipica degli intellettuali del Settecento) bensì svariavano ad altri campi e materie. Di lui è infatti anche menzionato un volume sulla storia del santuario di Bovegno[2].
Nel trattatello d’aritmetica, in dedica – si legge nell0introduzione – al merito singolare del M. Illustre Sig. Evgenio Bajlo Fonditor di Cannoni, Bombe, & altri bellici Istrumenti nella Val Trompia per il Pubblico Seruitio, il Benaglia insegna i metodi per fare le summe in riga, resti (sottrazioni) con un metodo particolare, moltipliche per cui suggerisce che bisogna conoscere bene l’Abacco (le tabelline), e di cui suggerisce anche un sistema di verifica, e parti (divisioni) per cui s’adopera la colonna o la danda. I segni delle operazioni così come noi li conosciamo non esistevano: non il + per le somme né il – per le sottrazioni e il x per le moltiplicazioni, per le quali veniva semplicemente dichiarato in premessa di che operazione si trattasse; per quanto riguarda le divisioni era utilizzato un simbolo a c rovesciata, più o meno di questo genere  כּdetto partitore; quindi l’operazione era scritta in questo modo:
Si vogliono dividere pesi 476 di sale in 25 persone.
25.|476.|19.lire.1.on.d.
Vengono quindi indicate dall’autore le regole del Tre, del Quattro e del Cinque. La prima è definita regina de conti e si effettua tracciando tre linee. Per esempio: se 37 vacche han speso 93,71 pesi di fieno, quanti ne spenderanno 54?
37
93,71
54
A questo punto si moltiplica la terza linea con la seconda e si divide per la prima e si ottiene il risultato: 136,8.
Simile funzionamento per le regole del quattro e del cinque.
Infine Benaglia indica una serie di regole per calcolare le aliquote dei calmedri, l’indizione romana, quella per dividere quantità in più parti diseguali, per la conversione di monete, spiccioli; e ancora tabelle sulle unità piane di misura (ad esempio cavezzi per cavezzi fanno quarti di tavolabrazza con oncie fanno ponti…momenti 12 fanno un minuto ecc.), per misurare il fieno, le assi, i liquidi, le muraglie.
Insomma un interessante spaccato di didattica del ‘700, con preziose indicazioni circa metodi, simboli matematici e unità di misura.    
 
__________________________
 
[1] Una copia è conservata presso la Biblioteca Queriniana di Brescia.
[2] Vedasi A. FAPPANI 1981, vol. I p. 132.