di Caludio Cazzago

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Il 17 agosto 1935 lo stemma del Comune di Polaveno ebbe una prima approvazione con delibera podestarile: vi era raffigurato un castello su un monte. Il 26 agosto l’incartamento fu inviato alla Prefettura[1]. Si tratta del primo atto per dotare il centro che fu già incasellato e infeudato dagli Avogadro seppur per breve lasso di tempo (1409-1427).

Il 1° maggio 1941 il Re Vittorio Emanuele III approvò lo stemma proposto sei anni prima[2]. Esso è così descritto: «D’azzurro al castello torricellato di 6, fondato su un monte uscente dalla punta, il tutto al naturale; nel cantone destro del capo una sbarra d’argento».

Il decreto fu registrato alla Corte dei Conti il 29 settembre e trascritto il 10 ottobre 1941 nel Registro Araldico del Regio Archivio di Stato di Roma[3].

Nel secondo dopoguerra si ritenne di riprendere la pratica per ottenere una nuova approvazione. Il Sindaco Andrea Boventi, con missiva del 3 giugno 1948 indirizzata allo Studio Araldico Guelfi-Camajani di Genova, ritracciò per sommi capi la storia della simbologia polavenese. «Nell’anno 1937 – si legge nella lettera – l’allora Podestà aveva iniziato con certo Pasquali Giuseppe – pittore decoratore di Reggio Emilia – via Resti n° 6 – una pratica di cui…esistono appena pochi estremi. Detto signore aveva eseguito la pittura dello stemma comunale su pergamena e pare che lo stemma stesso fosse raffigurato da un gruppo di montagne o da una montagna sormontata da un castello…La pratica allestita dal predetto Pasquali deve essere stata trasmessa alla Consulta Araldica di Roma per l’emanazione del Decreto Reale di concessione dello stemma a favore di questo Comune e di ciò è data conferma con lettera della Prefettura di Brescia n° 854 div. Gab. in data 21.10.1941…La Consulta…avrebbe dovuto sottoporre alla firma di S. M. il Re Imperatore il provvedimento relativo, facendo riserva di farci conoscere in tempo successivo, l’importo della spesa per la miniatura dello stemma. Da allora ad oggi più nessuna comunicazione…».

In realtà, come abbiamo visto, il 1° maggio del ’41 lo stemma era stato regolarmente approvato dal Re.

Il carteggio tra Sindaco, Studio Guelfi-Camajani e Prefettura è fitto[4]: il 16 giugno 1948 Boventi propose allo Studio Araldico genovese di adottare «il vetusto castello feudale, fondato sul monte»; il 12 settembre seguì la delibera della Giunta Comunale con la quale era approvato lo stemma: «in campo azzurro, al trimastio (castello), di rosso, aperto e finestrato del campo, meraldo alla guelfa e fondato sul monte di verde al naturale, segni esterni del Comune» e il gonfalone: «partito d’azzurro e di rosso, caricato dell’arma sopra descritta»[5].

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[1] AC, 1898-1976, b. 93 fasc. 37.
[2] AC, 1898-1976, b. 94 fasc. 2.
[3] Cfr. C. SABATTI a cura di, p. 344.
[4] Tale carteggio trovasi in AC, 1897-1976, b. 94, fasc. 2.
[5] Ibidem.