Un patriota: Giambattista Piardi (1811 – 1866).

 
G. B. Piardi consacrò la sua vita alla Patria e alla lotta contro l’oppressore austriaco. Studente di veterinaria a Milano, aderì poco più che ventenne alla Giovine Italia, movimento rivoluzionario capeggiato da Giuseppe Mazzini; fu arrestato l’11 agosto 1833 con l’accusa di alto tradimento, sia per l’adesione alla setta mazziniana che per aver sedotto ad aderirvi il suo compaesano, soldato presso l’esercito austriaco, G. Porteri[1]. Nel giugno 1834 il Piardi fu condannato alla pena di morte, ma il 18 aprile 1835 fu graziato e la pena commutata in un anno di carcere duro da scontarsi allo Spielberg, la stessa prigione in cui furono rinchiusi Silvio Pellico, Pietro Maroncelli e tanti altri illustri patrioti. Scontata la pena tornò ai suoi studi; lo ritroviamo però indomito nel 1848 a Sarezzo, ad approntare barricate e cavare pietre che fossero d’ostacolo alla ritirata degli Austriaci verso il Tirolo[2]. L’anno seguente egli prese parte anche alle X Giornate di Brescia e, al termine della Seconda Guerra d’Indipendenza tornò a fare il veterinario a Rovato ove si spense il 13 luglio 1866, proprio nell’anno della Terza Guerra d’Indipendenza.
 

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 [1] Vedasi C. SABATTI 1995 pp. 66 e seguenti.
[2] R. SIMONI 2001, pp. 183 e 185.