Un nuovo municipio per Nave

Agli inizi degli anni ’70 l'Amministrazione di Nave indisse un bando di concorso per un nuovo edificio da adibire a casa comunale (deliberazioni del Consiglio Comunale 5 febbraio 1970 n. 33 e 9 febbraio 1971 n. 23); il progetto vincitore risultò essere quello degli architetti Luigi Paolo Bellocchio e Oscar Della Torre di Bergamo; fu dunque questa l'accoppiata di tecnici incaricati di progettare la nuova sede municipale entro la quale avrebbero dovuto trovare posto anche altri servizi non comunali ma di rilevanza pubblica.

Il primo progetto risale all'autunno del 1972 (presentato nel maggio 1973)  e prevedeva una spesa di 371 milioni di lire. La struttura fu pensata in cemento armato, con pilastri circolari con armatura a spirale; anche le finiture esterne in cemento e calcestruzzo di cemento bianco a vista, i serramenti  metallici a vetrate a “U”, gli interni con pavimenti in gomma, linoleum, moquette e ceramica[1] conferivano all'edificio un aspetto moderno e piuttosto spartano. La cubatura del progetto originario era prevista in mc 20.486, sviluppantesi su quattro livelli, un seminterrato e tre piani fuori terra. Nel febbraio 1975 fu aggiornata la tabella dei costi che lievitò a £ 440.029.066.

Un progetto aggiornato venne formalizzato nel 1977 dallo stesso arch. Bellocchio e dal collega Oscar Della Torre[2]. In particolare si rendeva necessario, a fronte di un prestito di £ 325.600.000 concesso dallo Stato e dalle prescrizioni della legge 382 che imponeva all'ente locale di accollarsi le spese per la realizzazione dei propri  uffici, che  il piano del primo lotto di quello che venne denominato “centro civico” comprendesse oltre al municipio, altri servizi quali gli ambulatori, la biblioteca e l'ufficio del giudice conciliatore. Secondo tale elaborato l'edificio si presentava a quattro piani, di cui tre fuori terra, e con una superficie totale netta di mq 1.424[3].

Nel seminterrato trovavano spazio l'archivio, depositi, autorimesse e la centrale termica; al pianterreno gli uffici demografici, della polizia urbana, la sala applicati; al primo piano la sala riunioni, gli uffici del sindaco, del segretario, la segreteria, gli uffici di alcuni assessori, la ragioneria e l'ufficio del messo comunale; al secondo piano erano previsti invece l'ufficio tecnico, gli uffici sanitari e di ostetricia e il giudice conciliatore. Questa disposizione degli spazi interni verrà in seguito modificata radicalmente. Il 20 dicembre 1977 e il 30 gennaio 1978 furono presentati aggiornamenti del progetto particolareggiato[4].

Nel marzo 1978 i progettisti elaborarono una relazione tecnica aggiornata, in cui si poneva l'accento sulla suddivisione dell'opera in diversi lotti e si ipotizzava l'accorpamento all'interno del palazzo di altri servizi quali la Posta e la banca, oltre ad alcuni negozi e residenze. La superficie coperta ascendeva a mq 2.990, la volumetria a mc 31.530, e il piano si inscriveva all'interno di un'area di mq 14.000, con ampie porzioni di parcheggio e spazi a verde. La superficie netta riservata agli uffici comunali assommava a mq 1.655 per una cubatura pari a mc 6.884. I prospetti vennero a caratterizzarsi per il caratteristico porticato affacciantesi su una piazza e fu riaffermata la sistemazione, che fu poi quella definitiva, di tre piani fuori terra e un seminterrato. In quest'ultimo furono previsti archivi, depositi e autorimesse; al piano terra un ampio atrio, la sala consiliare, gli uffici demografici, la biblioteca e la polizia urbana; al primo la segreteria, sindaco, segretario, messo, giudice conciliatore, ufficio igiene; al secondo la ragioneria, la sala giunta e l'ufficio tecnico.

Una scala centrale poneva in comunicazione i vari servizi comunali, ma fu previsto anche l'ascensore e una scala sulla testata est a uso del personale. Permaneva la struttura cementizia a pilastri rettangolari e muri armati, travi in spessore ribassate ed estradossate. I solai furono realizzati mediante pannelli prefabbricati del tipo autoportante e isolati mediante polistirolo espanso. Prefabbricati furono pure i pannelli di finitura esterna, in cemento e calcestruzzo a vista, del tipo sandwich, con faccia esterna in legante a ghiaietto bianco a superficie lavata. I pavimenti furono concepiti in sferomarmo lucidato negli uffici, in gomma colorata a bolli sulle scale e in grès e ceramica caolino nei servizi e magazzini; i serramenti esterni furono realizzati in profilati d'acciaio preverniciato e vetro termoisolante, e le porte interne in laminato plastico polivinilico. La spesa complessiva prevista fu di £ 379.600.000[5].

Nella primavera del 1979 furono ultimati la struttura del fabbricato, l'allaccio alla fognatura e l'installazione dell'ascensore; sul fare dell'estate furono montati i pannelli di tamponamento, impermeabilizzati i solai, formate le divisorie e sistemato il seminterrato; furono altresì completati i pavimenti e i rivestimenti, iniziate le rifiniture interne e collocati i serramenti da parte della ditta Sermifer di Ghedi. A condurre i lavori fu l'impresa Pola Battista di Borgosatollo[6]. Alla vigilia dell'inaugurazione venne stipulato il contratto tra l'allora Sindaco Franco Liberini e la ditta Stile snc di Brescia per gli arredi del municipio (11 marzo 1980)[7], e posizionati i corpi illuminanti.

L’inaugurazione ufficiale del nuovo municipio avvenne il 13 aprile 1980, quando ancora restavano da ultimare alcuni particolari: la segnaletica interna (maggio 1980), i tendaggi (dicembre 1980), il collaudo dei pavimenti e rivestimenti eseguiti dalla ditta Edilsol di Concesio (maggio 1983), la sistemazione del tetto secondo principi di isolamento volti al risparmio energetico (lavori appaltati alla ditta S.A.C.I. di Brescia nel dicembre 1984 e ultimati nell'ottobre 1986)[8] e infine le autorimesse (lavori appaltati nel settembre 1989 e ultimati nell'autunno dello stesso anno)[9]. Il palazzo, vero e proprio centro civico, comprendeva al suo interno anche la biblioteca civica e gli ambulatori e si presentava circondato da un ampio piazzale adibito in parte a posteggio, in parte ad area verde con parco giochi.

Nel 2009 il Comune pose mano alla sala consiliare, dotandola di un nuovo pavimento e un di un rinnovato soffitto; all’ufficio anagrafe si procedette con una riorganizzazione degli spazi e adattamento alle moderne esigenze funzionali di efficienza[10].

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[1] AC, deposito Nave, b. 588, anni 1969-78.
[2] L'incarico del Comune venne deliberato dal Consiglio Comunale nella seduta straordinaria del 21 novembre '77.
[3] Ibidem.
[4] AC, deposito Nave, b. 589 e b. 590, “Nuova sede municipio” (1977-78).
[5] AC deposito Nave, b. 591, Relazione tecnica.
[6] AC deposito Nave, b. 701.
[7] AC deposito Nave, b. 895, contratto di appalto per fornitura e montaggio di arredi per il nuovo municipio.
[8] AC deposito Nave, b. 1462, stato finale regolare esecuzione tetto, deliberazione G. M. 22 ottobre 1986.
[9] AC deposito Nave, b. 1633, regolare esecuzione lavori autorimesse, deliberazione G. M. 20 ottobre 1989.
[10] Giornale di Brescia 2009.