Gli homines, ossia i capi famiglia risulta si riunissero presso la piazza antistante la chiesa dei SS. Cosma e Damiano[1]. Nella seconda metà del ‘600 venne attestata per la prima volta la casa del Comune, senza tuttavia precisare il luogo in cui essa sorgeva[2].

L’edificio municipale prima della fusione del 1928 era situato in frazione Dosso (nella zona ove ancora oggi si trova), in posizione piuttosto anomala in quanto isolato e fuori dal centro abitato; di tale isolamento ebbe a lagnarsi nel 1896 l’allora sindaco Borghetti, in una missiva alla Prefettura[3].

Ai primi del ‘900 la casa comunale ospitava anche i locali della scuola mista di Dosso, realizzati in edificio a parte alla fine della prima guerra mondiale[4]; l’edificio era alquanto modesto, se consideriamo che, su un patrimonio comunale pari a £ 101.286, il valore capitale del municipio era di sole £ 300[5]. Secondo l’inventario si trattava di un “antichissimo possesso” comunale e aveva annessi anche degli zerbi. Esso si trovava iscritto ai mappali 594-1712-1987, particella 1325 e aveva un solo piano.

Nel 1917 venne eseguito l’inventario dei mobili e suppellettili del municipio: prevaleva l’uso dell’abete per tavoli, armadi, panche per gli utenti e urne elettorali; vi erano pure alcuni scranni in ciliegio e un tavolo in noce, lucerne e candele – a Marmentino mancava l’elettricità – e una bilancia per pesare le lettere[6]. Sempre nel 1917 il Comune redasse un preventivo per la sistemazione del municipio, pari a £ 11.000[7]. Tale preventivo fu ripreso e aggiornato nel 1922 dal geometra Domenico Brentana di Bovegno: la casa comunale doveva essere sistemata e ampliata con la creazione di un altro piano e di un sotterraneo; le murature furono eseguite in pietrume e intonaco civile; il tetto fu realizzato riutilizzando per quanto possibile legname e materiale della vecchia copertura; furono eseguiti anche solai in travetti di castagno e larice; rifatti i pavimenti in mattonelle quadre m 0,22 x 0,22 x 0,025; create scale esterne e dal sotterraneo a primo piano, una scala interna in pietra di Costorio e mattoni cavi, creato un pozzo nero per i reflui, eseguite le canali e rifatti gli infissi e i serramenti con massiccio uso di legno di castagno, larice o abete. La spesa fu preventivata in £ 53.000, cifra non indifferente per un piccolo centro come Marmentino.

Interessante per ricostruire l’aspetto dell’edificio la relazione tecnica del progettista, che scrive: Il municipio di Marmentino è costituito da un vecchio fabbricato coprente un’area di mq 93…situato nei pressi della frazione capoluogo Dosso a 900 m sul livello del mare, rimane però relativamente lontano da altri fabbricati e fra due strade, a sud quella di Valsabia a nord quella della Pozza; queste due strade si uniscono sul fronte di mattina del municipio dando luogo a una piazzetta, mentre a sera…una piccola area di ragione comunale in mappa al n. 594il municipio è a un solo piano diviso in due stanze da una tramezza; la prima stanza 5,70 x 7,40 con soffitto il tetto, costituisce la sala consigliare; nella stanza attigua 4,00 x 5,70 avvi l’archivio e la segreteria. Sotto questo piano vi è un piccolo sotterraneo[8].

Ciò che serviva era un nuovo ufficio per il sindaco, un locale per il segretario e altri impegati. Complessivamente il nuovo edificio misurava m 13,25 x 7,00, essendo orientato il lato lungo a sud (prospetto principale). I piani furono due più il sotterraneo, le aperture 14 in tutto di cui 8 sulla facciata principale che fu dotata anche di due portoncini di ingresso (un altro fu pensato sul lato nord del palazzo). L’altezza dell’edificio era di circa m 9,50, anche se, considerando il dislivello il lato a sera risultò alto m 8,30. Con delibera comunale 20 settembre 1925 n. 151 il progetto fu approvato e la Prefettura con missiva del 16 ottobre dello stesso anno autorizzò con prescrizioni l’opera, parte della quale fu eseguita grazie al taglio straordinario dei boschi comunali e la vendita della principale ricchezza del paese: la legna[9].

Tra il 1945 e il 1953 l’ex municipio fu oggetto di altri restauri[10].

Nel 1953, durante alcuni lavori di scavo, in conseguenza dello sparo di mine, vennero causati danni alla ex casa comunale[11]. Il 16 settembre 1958 fu rimossa dalla facciata del comune la lapide che commemorava i Caduti. Tale rimozione, vissuta dalla popolazione come una vera e propria ingiustizia – e di vera rimozione della memoria storica si trattò – cagionò accese proteste sicché, per riparare il malfatto, l’Amministrazione fece innalzare un monumento ai Caduti su progetto di G. Mozzoni.

 

Tra il 2008 e il 2009 il municipio di Marmentino fu sottoposto a lavori di ristrutturazione, abbattimento delle barriere architettoniche e ampliamento. I lavori, che comportarono una spesa di € 250.000, trasformarono gli spazi adibendo un locale al pianterreno a deposito e autorimessa automezzi, al primo piano ricavando una nuova stanza destinata a ufficio tecnico e al secondo piano destinando ad archivio gli spazi precedentemente occupati dall’ambulatorio, e sistemando il sottotetto parimenti ad archivio storico. Le barriere architettoniche furono abbattute dotando il palazzo di un ascensore, mentre l’ampliamento fu compiuto mediante il collegamento tra i due corpi di fabbrica limitrofi del municipio e della scuola elementare.

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[1] Cfr. C. SABATTI 2009, pp. 102-103 e ASBS, Notarile Brescia, Zubani Desiderio, notaio in Marmentino, filza 3966, ad annos 1608 et 1609.
[2] ASBS (Archivio Storico Diocesano Brescia), Visite pastorali, vol. 52, ff. 107 r. e 107 v.
[3] AC, b. 2 fasc. 11.
[4] AC, b. 21, fasc. 1
[5] AC, b. 21, fasc. 3.
[6] AC, b. 21, fasc. 5.
[7] Richiamato nel progetto del geom. Domenico Brentana per il restauro e ampliamento (1925) in AC, b. 46, fasc. 19.
[8] AC, b. 46, fasc. 19. Preventivo sistemazione municipio redatto da Domenico Brentana (15 aprile 1917).
[9] Ibidem.
[10] AA. VV. 1979 XVIII, p. 300.
[11] Rapporto della Guardia boschiva al Comune di Tavernole sul Mella recante la data del 12 maggio 1953, prot. 949 cat. X/9, in AC Tavernole sul Mella, b. 190, fasc. 21.