Dal vecchio municipio del Dosso al nuovo palazzo comunale (1982)

In epoca fascista fu creata in località Villa la sede del dopolavoro[1] e nel novembre 1927 fu emesso un avviso d’asta per la costruzione di una nuova sede municipale per un importo di £ 220.000[2]. Dall’esame dei conti consuntivi di quegli anni si apprende che il Comune di Lodrino pagava una pigione figurativa (£ 100 nel 1929) per l’uso di locali adibiti a ufficio comunale e per altri ambienti destinati ad “altri servizi”[3]: tali locali si trovavano in contrada Dosso, al civico 36 ed erano un ufficio e l’archivio[4]; nel 1935 venivano corrisposte dall’ente locale £ 300 annue per fitto aule scolastiche e Organizzazione Nazionale Balilla (O.N.B.), mentre altre 372 lire vennero spese per manutenzione dei locali municipali e mobilia[5]. Dal 1930 frattanto il Comune venne dotato di telefono pubblico, giacché figurano a consuntivo £ 400 di contributo stanziate all’uopo[6].

Gli orari d’apertura del municipio di Lodrino furono soggetti a numerose modifiche nel corso degli anni: il 1° settembre 1901 entrò in vigore l’orario 9-12/15-17 per i feriali, chiusura il lunedì e giovedì e 11-14 per i festivi; nel 1930 il comune era aperto nei feriali dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18, alla festa dalle 9 alle 12[7]; il 1° luglio 1938 il podestà Luigi Buglioli introdusse un nuovo orario: i feriali 8,30-12/15-19, la festa 9-12[8]; il 29 novembre 1940 il commissario prefettizio  Ferruccio Bazzani ridusse l’apertura degli uffici comunali alla sola mattinata, dalle 9 a mezzodì; egli riceveva la domenica dalle 10 alle 12 e, in seguito, dalle 15 alle 17; il 24 ottobre 1941 l’orario cambiò nuovamente: 9-15 nei giorni lavorativi, 9-13 la domenica; dal 1° agosto 1942 esso fu 8-12/16-19, apertura al pubblico limitata 9-12 e chiusura festiva[9]; nel ’44, nonostante l’acuirsi del conflitto, gli orari vennero mantenuti abbastanza ampi: 8,30-12/14-17,30 i feriali, 9,30-12 i festivi.

Nel 1942 si trova traccia di un curioso avviso diramato dall’allora commissario prefettizio Giacobbe Bettinsoli, il quale invitava i cittadini a rivolgersi a lui o al suo fiduciario, il camerata Giacomo Zappa, qualora avessero delle lagnanze in ordine alla scarsa correttezza e cortesia del personale comunale (avviso del 17 maggio 1942 prot. 1513)[10].

Nel 1943 il  municipio del Dosso fu sostituito da una struttura sita dove sorge l’odierno, in via Roma, frazione Villa. Il 24 febbraio 1961 la vecchia casa comunale del Dosso fu alienata: dalla  stima all’epoca redatta è possibile sapere come si presentasse a quel tempo l’edificio: era dotato d’un portico (forse l’antica “loggia” sotto cui si radunava in tempi remoti la vicinia), e si sviluppava su quattro livelli: al pianterreno erano un avamportico, il succitato portico e una stalla; al primo piano erano due stanzine, un’aula, un corridoio, due stanze a uso abitazione; al secondo piano quattro locali indipendenti a uso residenziale, un corridoio a uso disbrigo[11]. La sede di via Roma fu utilizzata sino al 1966, quando il comune si trasferì poche decine di metri più a valle, in vicolo Innocente Prandini, nell’edificio dietro il monumento ai Caduti. Ma già alla fine degli anni ’70 l’amministrazione pensò di realizzare una nuova sede e scelse di edificarla presso il corpo di fabbrica dell’ex municipio. Il 28 dicembre 1976, con deliberazione della giunta n. 64, fu approvato il progetto esecutivo per la costruzione del primo stralcio. Il 28 agosto 1977 la giunta regionale approvò il progetto, concedendo un contributo ventennale annuo del 5%. Il Comune stipulò un mutuo bancario. Il 23 maggio 1978 si svolse la gara d’appalto dei lavori, che tuttavia andò deserta. L’8 agosto 1978 all’unanimità il consiglio comunale si espresse per affidare i lavori all’unica impresa che nel frattempo s’era resa disponibile, la ditta Pilotti Pietro di Mura, che assunse i lavori per l’importo netto di £ 42.138.000. Progettista fu designato il geometra Giovanni Riva. Oltre al nuovo comune fu realizzata a livello strada una banca. Il 15 settembre iniziarono i lavori, che vennero ultimati nel giugno 1982[12]. L’inaugurazione ufficiale tuttavia avvenne più tardi, il 28 aprile 1985, quando gli uffici erano già da circa tre anni installati nei nuovi locali, lungo la provinciale Brozzo-Nozza che congiunge le valli Trompia e Sabbia, e che fu realizzata nel 1825-1829[13].

L’odierno municipio

Nel 1982 il nuovo muncipio era dunque cosa fatta. La struttura, moderna ed efficiente, è in cemento armato (furono utilizzati kg 976,48 di ferro per armare il cemento), con parti in laterizio (solaio), murature in “poroton” (mc 121,17), granito per le scale e finiture, graticciato (mq 316,05) e intonaco. Legno e vetro furono usati per porte e serramenti. I piani sono tre: nell’interrato è la sala consigliare, al pianterreno sono il luminoso e ampio ingresso con porta a vetri, e il vestibolo. Nel medesimo plesso sono anche alloggiati l’ufficio postale, la farmacia e la banca. Al piano primo sono gli uffici, che si estendono su una superficie di circa mq 450. Infine vi è un ampio solaio.

Nell’ottobre 1993 il municipio venne ampliato con la creazione di una nuova ala organizzata secondo il criterio dello “spazio aperto”; furono ivi dislocati i servizi al pubblico e la stanza dell’ufficio tecnico. Ampie finestre rendono questa zona assai luminosa, anche se dal punto di vista architettonico si tratta di una porzione funzionale ma assai spartana.

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[1] AC, b. 172, fasc. 10.
[2] AC, b. 288, fasc. 9.
[3] AC, b. 66, fasc. 1.
[4] AC, b. 65, fasc. 1.
[5] AC, b. 72, fasc. 1.
[6] AC, b. 67, fasc. 1.
[7] Deliberazione del podestà G. Ghisla 10 novembre 1930, prot. 1096, in AC, b. 167, fasc. 2.
[8] Ibidem. Tutti gli orari sono riportati in AC, b. 167 fasc. 2.
[9] Si veda anche la circolare del prefetto Ciotola 24 marzo 1942 n. 637 Gab. Sempre in AC, b. 167, fasc. 2.
[10] Ibidem.
[11] Vedasi per l’alienazione dell’ex municipio AC, Originali contratti comunali, fasc. 161 (1961); per la descrizione dell’edificio al momento della vendita da parte dell’ente locale C. SABATTI 1987, p. 250.
[12] Certificato di regolare esecuzione per i lavori di costruzione della nuova sede municipale di Lodrino – 1° stralcio, con firme dell’impresario assuntore dei lavori, del sindaco rag. Felice Bettinsoli e del direttore dei lavori (8 giugno 1982).
[13] Gli impianti telefonici furono trasferiti dalla vecchia alla nuova sede municipale nel giugno 1983, data alla quale risale il contratto tra il Comune e la S.I.P. giacente presso l’archivio di deposito comunale.