Il più piccolo comune della provincia di Brescia.

Il Cantù scrisse nel 1862 che in epoca romana a Irma v’era una fucina ove erano impiegati gli schiavi, notizia tuttavia negata e smentita dal Maffei e dal Brocchi[1]. Le prime annotazioni che riguardano questo piccolo centro risalgono al XII secolo, quando la denominazione era Herma. Nel 1343 è attestata l’assemblea dei boni homines[2]. Nel 1452 la frazione di Magno, già aggregatasi volontariamente a Bovegno nel 1339, passò a far parte del territorio di Irma; questo accorpamento perdurò sino al 1776[3].

Nel 1645 tra i magistrati e ufficiali del Comune di Hirma vi erano 12 consoli, tre ragionati, un notaio, un ministrale, un camparo, un massaro e un numero imprecisato di giusdicenti e squadratori. Nel 1798 Magno S. Lorenzo fu nuovamente scorporato. Nel libro B della scola della SS. Trinità di Irma, compilato a partire dal 1736 fino alla metà del XIX secolo, si cita il Comune di Erma (1764) che è poi detto di Irma nel 1787[4]. Tra il 1810 e il 1816 Irma fu concentrato con Pezzaze, poi rimase indipendente sino alla fine 1927, quando fu accorpato a Bovegno in esecuzione del Decreto del 17 novembre di quell’anno. Nel 1955 (D.P.R. 18 ottobre 1955) fu però nuovamente disaggregato[5]. Nell’occasione fu eletto primo cittadino Santo Cecilio (Cilio) Ruffini, classe 1900, di professione commerciante. Un altro Ruffini, Lorenzo, era stato il primo Sindaco dell’Italia unita[6].

 Il municipio nella storia.

La sede storica deI municipio di Irma è situata in via Casa dell’Alpino n. 10. Si tratta di un edificio a due livelli, sobrio e lineare, con un portale che rivela l’antichità del palazzetto, recando in chiave la data 1666 C. D. H. (Comune di Herma); quando nel 1928 lo stabile fu liberato per effetto dell’accorpamento di Irma con Bovegno, fu adibito a civile abitazione, funzione che mantiene ancora oggi. Nel 1955, riconquistata l’autonomia, il Comune fu installato in via Nenvilla n. 1 presso un edificio a due piani fuori terra più gli scantinati, con un bel portale in rilievo ma senza data (probabilmente risalente al XVIII secolo). Qui l’ufficio comunale, che occupava il pianterreno, rimase sino al 1962, quando, sorte alcune controversie con la Parrocchia, traslocò in piazzale Chiesa presso un altro edificio a due piani e risalente al 1872, come si vede dal portale datato; qui l’ufficio comunale occupava il piano primo, mentre al pianterreno venne allogato l’ambulatorio medico. Frattanto nel 1966 furono costruite le nuove scuole elementari, che dal 1978 divennero sede del municipio, e il Comune vinceva la causa avverso la Parrocchia, entrando in pieno possesso dell’edificio ex casa comunale di via Nenvilla n. 1.

 Nel 1993 furono eseguiti lavori per ricavare nell’ex scuola tre appartamenti e l’ambulatorio medico, poi nel 1996 fu dipinta sull’ex palazzo comunale di piazzale Chiesa una meridiana. Infine, nel 2008, la sede attuale fu dotata di una piccola ma funzionale biblioteca, di un rinnovato ambulatorio medico e di un “armadio farmaceutico”. Nell’ala nord vennero dati in gestione prima un negozio e poi un caffè e ristoro; sempre nell’ala posta a settentrione è stata anche ricavata un’ampia sala civica.

All’interno dell’attuale municipio vi sono alcune belle opere pittoriche rappresentate dai quadri vincitori del concorso di pittura estemporanea di Irma; nell’opera ad acrilico dell’artista comasco Donato Ciceri[7] vincitrice del concorso del 2014, a destra si scorge l’ex municipio di piazzale Chiesa, che funzionò da casa comunale, come detto, tra il 1962 e il 1978. Interessante è anche un’opera in ferro di Vittorio Piotti presso l’atrio d’ingresso del comune: si tratta della scultura “Nido” (1986), in cui sono forgiati cinque uccelli, uno più grande in posizione prominente, e quattro pulcini più piccini, all’interno di un nido, a voler rappresentare, come spiegò lo stesso artista, il Sindaco e la Giunta formata da quattro Assessori, nel piccolo nido del Comune irmense.

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[1] Vedasi Enciclopedia Bresciana vol. VI, p. 257.
[2] F. BALESTRINI, p. 19.
[3] V. BRENTANA, p. 16.
[4] C. SABATTI, Chiesa parrocchiale della SS. Trinità di Irma. Regesti. Sta in Irma 2014, p. 216
[5] AA. VV. 2001, p. 404.
[6] F. BALESTRINI, p. 26-27.
[7] Donato Ciceri, che nasce, vive e opera nel Comasco, ha frequentato i corsi dei noti maestri affreschisti Torildo Conconi e Mario Bogani presso la scuola d’arte “Castellini”. E’ vincitore di numerosi primi premi in vari concorsi di pittura (Erba, Lecco, Luino ecc.).