La sera del 5 agosto 1850 un violento nubifragio si abbattè sulla Valle Trompia; le piogge, copiose e ininterrotte, caddero per l’intera notte facendo tracimare in più punti il Mella e i torrenti affluenti. Gli attuali comuni di Tavernole, Marcheno, Gardone, Sarezzo [1] e Collebeato furono allagati, danneggiati, travolti; pure altri centri subirono vittime e danni consistenti. A Gardone 14 officine armiere furono spazzate via dalla furia delle acque, compromettendo seriamente l’economia locale. A Sarezzo il torrente Redocla, che percorre una breve ma irta valle laterale, cancellò un vigneto presso la chiesa parrocchiale e, interrandosi, riportò alla luce arche di pietre e ossa [2].
I soccorsi giunsero generosi da tutto il Lombardo-Veneto e l’opera di ricostruzione potè avviarsi alacremente [3], sebbene l’Austria osservasse tramite l’apparato poliziesco ogni movimento di persone e merci, timorosa che dietro gli aiuti si celassero intenzioni d’indipendenza.
Le alluvioni avevano già piagato più volte la valle; ma mai come nel 1850. Nel 1882 un’altra simile, ma di minore intensità e perniciosità, colpì la valle del Mella.
 
 
Alluvione a Sarezzo nel 1850  (Incisione)
 
 
[1] In questo centro della media valle esiste una via denominata 1850, a ricordo dell’alluvione che causò diverse vittime e ingenti danni.
[2] C. COCCHETTI, p. 262.
[3] Tra le varie opere di sicurezza citiamo nel 1852 la realizzazione del nuovo ponte sul Mella a Marcheno