All’indomani della fine della prima guerra mondiale venne ventilato un progetto di collegamento ferroviario tra la valle e Bagolino e, in prospettiva, verso Trento e le Valli Giudicarie. I comuni dell’alta valle misero a disposizione consistenti somme e legname in gran quantità, allettate anche dall’idea che durante lo scavo dell’ipotizzata galleria tra la Valle Trompia e Bagolino potessero essere reperite risorse minerarie, ferro in primis, ma forse anche dalla possibilità di impiego di manodopera locale. Sotto l’entusiastica spinta dell’industriale Pietro Beretta si costituì un comitato, ma il referto dello studio geologico appositamente commissionato non fu positivo e il piano fu quindi definitivamente abbandonato.
La strada principale della Valle Trompia invece venne in più punti allargata e, soprattutto, asfaltata sino a Gardone già negli anni ’20 e, in seguito nel 1931 bitumata in corrispondenza dei centri abitati di Marcheno, Brozzo, Tavernole, Bovegno e Collio. Accanto all’efficiente tranvia, elettrificata secondo i più moderni criteri, andava dunque affiancandosi una strada sempre più capace di veicolare un crescente numero di automezzi. A partire dai primi anni ’30 infine il regime incentivò lo sviluppo di corse su gomma (corriere) che congiungevano in maniera celere Collio, la media valle e Brescia. Dato lo scarso traffico l’intera tratta Collio-Brescia veniva nel 1936 coperta in circa un’ora.