Poi, lentamente furono le cronache nere ordinarie a tornare ad occupare – dopo l’ostracismo fascista che ne impediva la pubblicazione – le pagine dei quotidiani. Per citare l’esempio più clamoroso che coinvolse la Valtrompia il 12 gennaio 1949 il vagone postale del tram Brescia-Gardone V.T. venne assalito da un gruppo di banditi, cinque dei quali verranno in seguito arrestati.
Lo scorcio dell’immediato dopoguerra (1946-1950) vide l’economia in lenta ripresa, con le fabbriche in difficoltà a riprendere la produzione in tempo di pace; i consumi erano al minimo e la domanda interna era bassa per la diffusa povertà della popolazione; anche in valle non rari i casi di lavoratori che cercavano di risparmiare consumando i prodotti dei pezzi di terra di famiglia o mangiando animali da cortile e da allevamento ancora diffusi non solo nei centri montani a tradizionale vocazione agricola. La crisi maggiore la subirono le miniere e il comparto tessile: le attività estrattive di Bovegno cessarono la produzione proprio nel 1950, mentre soffrirono i tempi di recessione gli stabilimenti tessili di Sarezzo e Villa Carcina.

 

 1950 - Corriera al Crocevia di Sarezzo