Mentre si andava affermando il sorgere del Comuni e i clangori di guerra rimbalzavano nella pianura e a ridosso della città, si può affermare che il Medioevo in Valtrompia scorse come un lungo sonno. Situata da sempre in area periferica la valle solcata dal Mella continuò per secoli la sua vita piuttosto grama di raccolti e attività tradizionali, un’esistenza difficile e ferrigna. 

Tra il 1135 e il 1139 la Valtrompia, con la Sabbia, appoggiarono il vescovo Manfredo contro il Comune di Brescia. Le guerre della Lega Lombarda contro Federico I di Svevia (1167) e il Barbarossa (1176, battaglia di Legnano) non sfiorarono la Valle Trompia.

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La battaglia di Legnano di Amos Cassoli

Certo, non mancano, sebbene rari, documenti di compravendite e scambi di terreni e beni, ma nel complesso si tratta di ordinaria amministrazione. Alla fine del secolo XII le lotte tra le fazioni guelfe e ghibelline videro i Trumplini schierarsi inequivocabilmente dalla parte dei Guelfi, con l’invio di soldati a sostenere la causa vescovile. Anche la successiva calata in Italia del successore del Barbarossa, Enrico VI, non comportò grossi scossoni per la nostra valle. 

Agli inizi del secolo XIII i Comuni entrarono in crisi, Brescia non fece eccezione. Tale incrinatura politico-amministrativa causò una guerra civile in Brescia; tra cinque fazioni (come riferisce l’Odorici) di cui le due principali erano Guelfi e Ghibellini, si scatenarono continue ripicche; reparti trumplini accorsero a supporto dei primi. Nel 1230 il Comune di Brescia inviò a Bovegno un suo podestà che governò sull’intera valle. Da una disegnatio ex Liber Poteris (1232) si evince che i confini del capoluogo cidneo erano con Lumezzane Sarezzo Cogozzo e Pregno.