A parte episodi di economia marginale come quella degli Umiliati testè riferita, per tutto il Basso Medioevo la Valle Trompia fu relegata al ruolo di periferia. Val la pena di citare però qualche episodio e particolare interessante che emerge dai radi documenti a noi pervenuti.

Nel 1248, sconfitto Federico II di Svevia, il Comune di Brescia torna a occupare le zone perdute: tra esse Bovegno, che dovette sopportare una pesante tassa finalizzata alla realizzazione di nuove mura in città. Nove anni più tardi nel capoluogo vi fu un rovescio guelfo e i Ghibellini presero il sopravvento, ma per poco perché l’anno seguente, il 1258, vide di nuovo i filo-papali al potere per alcuni mesi. Il signore scaligero Ezzelino da Romano però riportò Brescia nuovamente sotto le insegne ghibelline. E così si andò avanti a fasi alterne. E’ Bovegno in questa fase il centro più importante della valle, almeno dal punto di vista amministrativo. Ed è il paese alto-trumplino a essere più spesso citato nelle carte dell’epoca. Del 1272 è l’inizio a Bovegno dell’attività della Confraternita di S. Glisente. Dopo anni di persecuzioni dei Guelfi a danno dei rivali nel 1311 Brescia insorge contro il vicario dell’imperatore Enrico VII (citato dall’Alighieri nella “Commedia”), i Trumplini pagheranno caro il sostegno a questo colpo di mano, ma ancora una volta due anni dopo Brescia fu assediata dai bianchi con l’intenzione di darla in Signoria a Jacopo Cavalcabò di Cremona.

Palazzo AvogadroSul versante economico il 1314 segna una data importante per la valle del Mella: Bovegno acquista una fucina, la più antica documentata in Valtrompia. Quattro anni dopo Pezzaze pubblicherà il proprio Statuto, il più antico documentato in valle.
Mentre a Brescia si affermavano i della Scala (1332) e poi i Visconti (1337), i Trumplini cercarono di ostacolare Mastino della Scala il quale però per prendere Brescia si appoggerà alla parte guelfa. Nello stesso anno della presa di potere dei Visconti – un potere che durerà per novant’anni – a Zanano gli Avogadro costruirono una casa fortificata, l’attuale palazzo delle Ancelle della Carità. In Valle Trompia si susseguono le aggregazioni di frazioni in Comuni e nascono i vari Statuti che ne disciplinano gli usi e gli ordinamenti. I Signori milanesi suddividono il Bresciano in “Quadre”, la Valtrompia corrisponde a una di esse, e in essa sono presenti una decina di Comuni. Il tentativo anti-visconteo di Roberto di Baviera detto il Bonario (ma di bonario aveva poco in quanto la sua discesa verso Brescia fu accompagnata da saccheggi e violenze), sceso dal Maniva e sconfitto il 24 ottobre 1401 presso Brescia dagli stessi Visconti, venne appoggiato dalla Valle Trompia. Ma l’anno dopo il ducato milanese si indebolisce, venendo a mancare Gian Galeazzo, e così i Valtrumplini possono di nuovo appoggiare i Guelfi, tra cui si pone in evidenza Pietro Avogadro.