La Pieve di Bovegno 

Fu la più vasta. Comprendeva gli attuali territori di Cimmo, Marmentino, Pezzaze, Pezzoro, Irma, Collio sino al Maniva. E’ attestata dal secolo XI. Da toponimi – tutti di origine medievale – possiamo dedurre che a Pezzaze, dove era il culto di S. Apollonio, e Tavernole, di S. Filastrio, fossero presenti beni vescovili: infatti questi due erano stati prelati in città; il culto di S. Siro (per esempio a Ludizzo) è invece di provenienza longobarda. Non sappiamo dove fosse la primitiva collocazione dell’edificio della pieve, ma sappiamo che nel 1123 fu incastellata presso la rocca dei Confalonieri, feudatari vescovili. Dagli statuti sappiamo che il Comune si assunse, nel Basso Medioevo, “la tutela degli interessi e delle proprietà della Pieve” (Abeni). La dedicazione secondaria fu a S. Giovanni Battista, indi a S. Giorgio. 

bovegno-pian-di.jpg - 3,46 MB

Fondo Cesare Giovanelli - cartolina


La Pieve di Inzino
Poco sappiamo di questa Pieve che si installò sul già citato Pagus Iulius, l’importanza del quale permase fino al VI secolo quando forse nacque già la primitiva comunità cristiana. Negli antichi documenti è chiamata Plebs Sancti Georgii de Incino e comprendeva le terre da Brozzo a Pregno ivi comprese le vallette di Lodrino, Gombio, Lumezzane e Sarezzo. 

 inzino-parrocchia-2.jpg - 114,05 kB



La Pieve di Lumezzane 

Poco si sa delle origini, le prime documentazioni attestandosi al XV secolo. Viene tuttavia conservata la memoria del toponimo indicante ancora oggi una importante frazione del paese valgobbino. Sappiamo poi che, come le altre Pievi, era in dedica inizialmente a S. Maria Assunta, e che murate nel vecchio edificio erano ben cinque lapidi romane che antichi studiosi osservarono e descrissero, di esse ne resta solo una conservata al museo romano di Brescia. 
Per una più approfondita conoscenza delle vicende di questa Pieve si rimanda alla lettura del testo di Emilio Spada “La Pieve di Lumezzane e il suo cammino nella storia” edito dalla Nuova Cartografica di Brescia nel 1968. 

lumezzane-pieve.jpg - 1,40 MB



La Pieve di Concesio 

Avvolta nel mistero anche la Plebs concesiana, di cui resta il toponimo nell’omonima contrada. Come pure misteriosa resta la dedicazione a S. Antonino, martire cristiano del secolo IV, patrono della città di Placentia con Santa Giustina; peraltro stupisce che anche la Pieve di Mompiano in Brescia fosse parimenti dedicata allo stesso santo. Certo che la zona su cui sorse la Pieve concesiana era controllata in epoca romana dalla potente famiglia dei Roscii e che è attorno al nucleo di quel contado che si dovette sviluppare la comunità cattolica. 

 

pieve-di-santantonio-vista-aerea.jpg - 17,13 kB

La Pieve di Nave 

Era presso la Mitria e restò a lungo l’unica chiesa della valle del Garza. Sull’origine del nome Mitria vi è ancora oggi incertezza, forse si fa risalire alla divinità persiana Mitra, il cui culto si diffuse nell’Occidente proprio nel periodo della decadenza romana. E su sito romano di certo essa sorse, dati i copiosi rinvenimenti di necropoli lapidi e raffigurazioni (tra cui un altorilievo di figura maschile che tiene per le zampe un animale, forse Ercole). 
Collegate all’antica Pieve erano gli eremi di S. Costanzo in Conche e di S. Giorgio (sopra Caino), mentre l’ospizio di S. Vito era alle dipendenze del monastero di S. Pietro di Serle, paese al quale Nave era collegata da un ampio e battuto sentiero. Un altro ospizio era presso S. Eusebio, presso l’omonimo passo che pone in comunicazione le valli Trompia e Sabbia.

Pieve-della-Mitria--conche-2.jpg - 1,18 MB