Il nuovo secolo portò alla ribalta ordini e confraternite che si moltiplicarono anche nelle terre bresciane. Interessante per l’ambito valtrumplino è il caso dei frati Umiliati, che svolgevano un’intensa attività economica artigiana e commerciale di panni e lana. Era questo un ordine regolare operaio, diviso in maschile e femminile, un ramo della grande famiglia benedettina (Guerrini). Vivevano inizialmente di poco, unicamente per sfamarsi; predicavano l’umiltà, la povertà, il rifiuto del lusso e dei giuramenti, ricusavano qualsiasi tribunale terreno, praticavano il digiuno tre volte la settimana e lavoravano le stoffe. Regolarizzati da Innocenzo III papa, essi iniziarono a trasferirsi dalle loro abitazioni verso chiese e monasteri. Un paio di queste residenze furono presso il santuario di Conche sopra Lumezzane, e forse nella chiesa di S. Martino in Prada nei dintorni di Polaveno. Nel 1236 la comunità agricolo-pastorale femminile (fondata da San Costanzo di cui s’è già detto si fosse stabilito a Conche) fu assorbita dagli Umiliati i quali diffusero a Lumezzane la lavorazione della lana.

 

santuario-di-conche.jpg - 63,30 kB

Il santuario di Conche