Sulla struttura preesistente del pagus (da cui il termine di pagani), unità territoriale agricola comprendente anche villaggi e piccole comunità, si andarono strutturando le Pievi (da plebs=plebe, comunità) presenti anche in Valle Trompia. Non solo la vita religiosa, ma anche quella civile, sociale, culturale furono assicurate e guidate dal clero comunitario. Dalle Pievi, rette da un arciprete, dipendevano le chiese minori presenti sul territorio. Gli arcipreti (sino al sec. XIV) venivano eletti dal clero delle varie chiese della pieve. Possiamo dire che le Pievi costituirono un elemento di riorganizzazione della civiltà dopo il disordine e l’anarchia seguita allo sfaldamento dell’Impero Romano e alle invasioni barbariche. 

In Valtrompia le Pievi furono NaveLumezzaneConcesioInzino e Bovegno. La Fede si diffuse in modo capillare sicuramente a partire dall’Età Carolingia (IX secolo) e anche nelle valli bresciane sono state tramandate storie di santi ed eremiti che impreziosirono l’opera civilizzatrice e di rinnovamento spirituale della Chiesa. Oltre al franco S. Glisente in Valcamonica va rammentato che S. Costanzo si ritirò sul monte di Conche (tra Nave e Lumezzane) e ivi morì nel 1151. Tutte le Pievi furono dedicate a S. Maria Assunta, a questa dedicazione nei secoli ne furono aggiunte altre.

 

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