UNA BALLATA DI MINIERA

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Con la musica e il canto si può raccontare la storia delle persone.
Come esistono canti di amore o di guerra, ne esistono anche che parlano di lavoro.
Non tutti i canti di lavoro sono stati creati per assecondare il ritmo lavorativo, molti ne commentano i fatti, esprimono emozioni, sentimenti oppure dolore, rassegnazione o protesta, a seconda di ciò che il lavoratore prova o provava in quel momento.
Come tutte le categorie di lavoratori, anche i minatori producono musica mentre lavorano e questa musica parla delle loro condizioni di lavoro ogni giorno in miniera.
L' ondata migratoria che colpì la produzione mineraria della Valle Trompia nel primo dopoguerra, portò i minatori bresciani a contatto con altre realtà geografiche e nello stesso tempo a condividere esperienze lavorative molto simili.
Questo si è manifestato anche nei canti di lavoro a tema minerario, portando a sviluppare una serie di componimenti che venivano tramandati da alcuni gruppi di minatori musicisti.
La produzione di questi ultimi trovava la sua espressione nelle ballate, cioè composizioni di carattere popolare nelle quali il coro di due o più persone, accompagnato da uno o più strumenti musicali semplici ( pettini con carta velina, armoniche a bocca o fisarmoniche ) sovente suonati “ad orecchio”, cioè senza spartito ma spontaneamente, assume una valenza narrativa raccontando fatti o avvenimenti storicamente accaduti, a volte descrivendo situazioni lavorative direttamente vissute da coloro che hanno creato la ballata stessa.
 
Per quanto riguarda i minatori della Valle Trompia, emerge in modo significativo il repertorio di canti tramandato dalla famiglia Bregoli di Pezzaze (Bepi, Adriano, Buro, Clara, Floriano e Tino), da decenni ormai impegnata a tramandare e cantare i canti dei minatori e anche quelli popolari.
In modo particolare si propone il canto:
"USCII DALL' AVANZAMENTO".
Si tratta di una ballata di miniera di raro significato ed espressione, che segue un modello musicale da cantastorie ottocentesco, che ci presenta drammaticamente, e in modo realistico, la tematica molto frequente degli infortuni mortali in miniera.
Questa ballata racconta di un incidente mortale accaduto in una miniera all'estero, dove i minatori bresciani erano emigrati.

 

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La prima strofa ci descrive inizialmente una scena felice: i minatori avevano concluso il loro turno di lavoro quando avevano concluso l' avanzamento, cioè quando le cariche esplosive, dopo essere state posizionate, vengono fatte esplodere, consentendo così allo scavo di avanzare.
Ma proprio quando i minatori si avvicinavano all'uscita della galleria, improvvisamente il soffitto si stacca, franando sugli uomini.
 
La seconda strofa descrive come sono organizzati i soccorsi e viene presentata con crudo realismo la scena dell' incidente, cioè come dal blocco della frana emergono parti di corpo umano (come mani e piedi).
 
La terza strofa descrive le conseguenze di questo infortunio, ovvero due morti e un ferito grave che comunque non riuscirà ad arrivare vivo all' esterno.
 
La quarta strofa ci porta a sapere che i due morti sul colpo erano giovani bresciani e anche parenti (cugini) e si conclude con un amara considerazione della sorte toccata ai minatori bresciani, ridotti a morire per lavoro lontano dalla propria casa e dalla famiglia.
 
Altri canti dello stesso repertorio descrivono ulteriori episodi degli aspetti della vita dei minatori, quali: emarginazione, silicosi o malattie professionali, operazioni di lavoro in galleria, tutte espressioni del duro lavoro che opprime tale categoria di lavoratori, offrendo loro una visione sostanzialmente negativa della vita che emerge da tutta la loro produzione musicale.