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Cosa è il ferro e a cosa serve ?
 
Il FERRO é il metallo più diffuso del mondo. E' noto fin dalla più remota antichità poiché ha avuto una grande importanza per lo sviluppo della civiltà, più di ogni altro metallo.
Ognuno di noi conosce l'importanza che tale metallo riveste per la vita e per il genere umano; l'acciaio ( che è una lega tra ferro e carbonio ) ha una funzione essenziale per l'industria pesante, per la meccanica, per la costruzione di navi, ferrovie, ponti, per la fabbricazione del cemento armato che è alla base di ogni costruzione edile moderna.
Oltre che nei giacimenti di minerali nella crosta terrestre, il ferro è presente anche nelle piante e soprattutto negli animali, specialmente nell'emoglobina del sangue.
 
Quali sono i minerali ferrosi e dove si localizzano i loro principali giacimenti italiani e nel mondo?
 
Il ferro è un'importante risorsa mineraria che si trova quasi in tutti i continenti del nostro pianeta.
Importanti giacimenti ferrosi si trovano in India e Stati Uniti (che sono due tra i primi posti per l'estrazione di carbone e ferro), in Brasile (secondo produttore mondiale di ferro), in Cina (disponibilità ingenti di risorse come carbone e ferro), in Australia e anche in Mauritania (Africa settentrionale).
Anche in Europa si trovano ingenti giacimenti ferriferi, non ultima è l’Italia, la quale possiede sul suo territorio parecchie miniere con notevoli tipologie di minerali ferrosi.
I minerali da cui si ricava il ferro, contengono differenti percentuali di tale metallo che rendono il tipo di minerale più o meno pregiato per l'uso industriale:
Siderite - minerale a base di carbonato, con contenuto teorico in ferro del 48,2%;
Esiste in discreta quantità nelle prealpi bresciane e in Sardegna.
Ematite e Limonite - minerali a base di ossido di ferro, con contenuto teorico di ferro fino a 70,0%
I giacimenti di ematite si trovano nell' Isola d'Elba.
Mentre la limonite si trova nell' Isola d'Elba, in Calabria e in varie località delle Alpi.
Magnetite - minerale a base di ossido di ferro, con contenuto teorico di ferro del 72,4%;
-magnetiti di varia natura.
Si trova in discreta quantità in Valle d' Aosta.
Pirite - minerale a base di bisolfuro di ferro, con contenuto di ferro con tracce di zolfo
 
 
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Da quanto tempo l'uomo utilizza il ferro?
 
Nonostante sia molto difficile trovare il ferro allo stato puro sulla crosta terrestre, già esso circolava in modeste quantità probabilmente derivate dalle meteoriti, sia presso i Sumeri che i Greci, i quali lo definivano con il termine "sideros", in riferimento all'origine celeste/meteorica che tale metallo aveva a quei tempi.
In Italia l'antica attività estrattiva, risalente al tempo degli Etruschi, si concretizzò ( intorno all' VIII -IX secolo A.C. infatti prima la rudimentale tecnologia siderurgica non riusciva ad ottenere temperature di fusione superiori ai 1300°C che permettessero di estrarlo dai minerali.
A dimostrazione di questo ci sono i giganteschi cumuli di scorie (scarti di fusione e lavorazione) presenti a Populonia e in altre zone del Grossetano. I quali sono la testimonianza più tangibile della colossale industria primitiva, che fa di questa regione uno dei principali poli siderurgici dell'antichità, insieme alle aree minerarie delle alpi centrali come le valli Brembana, Seriana, (BG) e Val Camonica e Val Trompia (BS), ove si trovano importanti giacimenti di minerali ferrosi.
 
Che cosa sono le miniere?
 
L'attività di estrazione dei minerali si concretizza nella miniera, essa è un cantiere di lavoro sostanzialmente suddiviso in due settori:
- LA GALLERIA (se sotterraneo) o la cava (se a cielo aperto), dove i lavoratori sono impiegati con l'ausilio di macchinari, esplosivi e altre tecnologie nelle operazioni di abbattimento e raccolta del minerale,
- LA LAVERIA (all'esterno e nelle immediate vicinanze), dove avvengono la cernita (selezione) pulizia e accumulo del minerale in attesa di essere trasferito ai forni di fusione (nel caso dei minerali ferrosi) o ad altri impianti di trattamento successivi.
 
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Da dove proviene adesso la maggior parte del ferro utilizzato?
 
Il massiccio ricorso al riciclaggio (uso di rottami ferrosi) che si applica ai nostri giorni ha di molto diminuito il ricorso all' uso di minerale proveniente dalle miniere, incrementando lo sfruttamento di miniere e minerali (soprattutto ematite e limonite) provenienti dai paesi poco sviluppati.
In tali regioni l' estrazione del minerale spesso avviene in miniere a cielo aperto, più facilmente gestibili sia dal punto di vista della quantità di materiale estratto (si possono asportare grandi quantità di minerale con le ruspe), che del basso costo di gestione degli impianti (non c'è bisogno di scavare gallerie ) e delle risorse umane soprattutto nel campo dei diritti e della sicurezza sul lavoro.
 
In epoca moderna quando l'Italia iniziò a sfruttare i giacimenti di ferro?
 
Lo sfruttamento dei giacimenti italiani di minerali ferrosi, oltre che nell' epoca antica, ha visto il suo periodo di maggior vigore in corrispondenza di due grandi periodi della nostra storia nazionale nei quali il nostro paese si vide costretto a ricercare un' autonomia economica che lo rendesse indipendente dalle importazioni di materie prime dall' estero.
Il primo periodo fu durante la fondazione del regno d' Italia: a necessità di armare un esercito e una flotta per la nuova nazione nascente, costrinse il governo a rivalutare le risorse minerarie presenti sul proprio territorio, riaprendo e attrezzando numerose miniere nelle zone di antica tradizione mineraria.
La Prima Guerra Mondiale poi e la medesima necessità di indipendenza economica (autarchia), professata in seguito dal Regime Fascista, avrebbero continuato l' opera di sfruttamento dei giacimenti fino al secondo Dopoguerra. e agli anni 50 del 900.
 
 
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Dove e quali tipi di minerali ferrosi venivano estratti in Provincia di Brescia?
 
Nelle prealpi bresciane la Valle Trompia, grazie alla presenza di notevoli giacimenti di siderite (carbonato di ferro spatico), l' abbondanza di corsi d' acqua (che fornivano energia idraulica) uniti al territorio ricco di boschi che fornivano il carbone di legna necessario al funzionamento dei forni fusori, assunse quindi un ruolo determinante nello scenario economico nazionale.
In quella zona si concentravano notevoli giacimenti di SIDERITE (carbonato di ferro), maggiormente diffusi sui territori dei comuni di Pezzaze, Bovegno e Collio.
Infatti questi paesi dell'alta valle del Mella possedevano già una antica tradizione di estrazione e lavorazione del ferro, e li vennero concentrati gli sforzi per le ricerche di nuovi giacimenti.
 
Da quanto tempo si estraeva il ferro in Valle Trompia?
 
Non esistendo testimonianze storiche sull' estrazione del ferro risalenti al periodo dell' Antica Roma, i più antichi documenti ufficiali sulla gestione delle miniere triumpline sono gli statuti di Bovegno e di Pezzaze della prima metà del 1300, dove si citano per la prima volta i termini di "medolo" per indicare la miniera, e di "Societates Medalorum" che indicavano quelle imprese che esercitavano attività di estrazione del minerale.
Il termine "medolo" indicava la miniera per trasposizione della storpiatura della voce dialettale "medal" = METALLO.
Questi statuti sono tra i più antichi esempi di legislatura mineraria d' Italia, secondi soltanto a quelli di Massa Marittima (GR) la cui tradizione mineraria risaliva già agli Etruschi.
 
Come si estraeva il ferro nel Medioevo?
 
Gli statuti di Bovegno sono un grande esempio di libertà di impresa, in quanto dichiaravano che chiunque avrebbe potuto scavare un medolo (miniera) e quando lo avesse ritenuto opportuno, anche su un terreno di un altro proprietario, a patto che lo rendesse partecipe degli eventuali guadagni o, diversamente, gli rimborsasse i danni.
Un medolo veniva ufficialmente riconosciuto solo quando aveva raggiunto la profondità superiore all'altezza di un uomo. Questo ci rivela quale importanza rivestisse l'estrazione del ferro per l'economia locale.
 
Chi erano i minatori/contadini?
 
La maggior parte delle miniere erano scavate dalle famiglie stesse che possedevano e coltivavano i terreni sui quali sorgevano i medoli, Portando quindi a una forma molto diffusa di gestione famigliare dell'attività estrattiva e alla quasi assenza di squadre di minatori professionisti e specializzati.
Trattandosi letteralmente di buchi nel terreno e vista la primitiva tecnologia di scavo di quei tempi, che non consentiva l'uso di esplosivi e di pompe soprattutto per una piccola miniera, tutta la famiglia proprietaria veniva impiegata nelle operazioni di scavo dove i maschi adulti abbattevano il minerale con picconi o cunei metallici, mentre i bambini e le donne lo trasportavano all'esterno in ceste o sacchi trascinati per le strette e umide gallerie.
Le operazioni di scavo potevano quindi avere luogo soltanto durante alcune stagioni, in quanto per alcuni mesi la miniera poteva diventare inaccessibile a causa di crolli improvvisi o allagamenti dovuti alle piogge o al disgelo. Inoltre la famiglia doveva seguire anche gli eventuali lavori nei campi che la stagione imponeva ( fienagione, coltivazione, raccolta, mungitura ecc. ), dato che il lavoro di estrazione non garantiva un guadagno sufficiente e continuo per tutto l'anno.
 
 
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Vincent Van Gogh: MINATORI NELLA NEVE (acquerello 1882)
(I minatori utilizzavano sul lavoro picconi di loro proprietà e quindi a fine turno li riportavano a casa)